Diario di bordo


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Diario di Bordo: Cagliari-Kotor

 

Lunedì 13 Agosto 2007



Oggi Cagliari si è svegliata con un nodo in gola conscia della partenza della Signora dei mari. Nonostante la richiesta di sostare per altri due giorni, gli impegni la portano a riprendere il mare. Così si salpa lasciandosi la festa alle spalle, ormai come ricordo, pronti ad affrontare nove intensi giorni di navigazione. Dalla ROC viene chiamato il “posto di manovra generale alla vela”. Ognuno raggiunge il proprio posto. A riva! Fuori! In pochi minuti tutte le vele quadre sono affestonate. Inizia il posto di manovra generale e Cagliari diventa “acqua passata”. Si riprendono le guardie del turno precedente di navigazione. “Ognuno al lavoro usato farà ritorno”. Si avverte un po’ di tristezza, di amarezza ma torna subito il sorriso quando si da inizio alle gare. E già…da oggi tutti contro tutti…una sfida all’ultimo nodo, all’ultimo puntino luminoso, il più piccolo ma non insignificante che può decretare la vittoria. Cime con particolari nodi abbelliscono i nostri locali e manuali di riconoscimento stellare occupano i nostri tavoli diventando quasi un centro operativo. Stranamente le tasche delle tute da vela si sono gonfiate. Cima e cronometro costantemente al seguito. Non si parla d’altro. Ogni minuto delle già poche ricreazioni, è utilizzato per imparare nuovi nodi e per esercitarsi con quelli conosciuti in modo da velocizzarne l’esecuzione.

Oggi la seconda squadra ha avuto la possibilità di mettere in mostra la propria perizia marinaresca. Erano richiesti, infatti, per la gara, sette diversi tipi di nodi, valutati dai sergenti e dai capi in merito alla qualità, alla quantità di cima utilizzata, e quella rimanente, necessaria per un ulteriore uso.
Poi…Si interrompe per un attimo l’attività frenetica e basta semplicemente volgervi lo sguardo per innamorarsene…Si rimane affascinati dall’immensità di questo grande tappeto di stelle, dalla bellezza e dalla storia che ognuna di queste, nella costellazione di cui fa parte, racchiude. Chi ci avrebbe mai pensato. Eppure sono sempre state li. I “re” che ci osservano e ci proteggono. Abbiamo imparato a riconoscerle, a dare loro un nome, e, tra qualche giorno, la gara finale decreterà lo “Zeus” del 2007. Ognuno ha a disposizione cinque minuti nell’arco dei quali dovrà individuare le costellazioni indicate nella busta scelta ed elencare quante più stelle ad  esse appartenenti, conosce. La gara sarà emozionante.

 

Martedì 14 Agosto 2007

Il ritmo delle giornate si fa sempre più incalzante e sempre meno ci rendiamo conto del tempo che trascorre, che ci scivola addosso, rimane impresso solo nel nostro organo principale: il cuore…oggi è la vigilia di ferragosto.
Nella mattinata abbiamo svolto il test di difesa passiva. La maschera “auchengo”, l’antifalla. È importantissimo conoscere gli strumenti necessari per spegnere un eventuale incendio o chiudere una falla, sapere le procedure di intervento, potrebbero salvarci, un giorno, la vita, nostra e dell’equipaggio. Proseguono le gare dei nodi e di riconoscimento stellare. Ma senza dubbio l’attività cui si è rivolta maggiore attenzione è stata quella delle osservazioni.

È l’ultima osservazione per la terza squadra e tutti cercano di farla nel migliore dei modi, per “salvare il salvabile”. La possibilità di diventare amici del mattino spaventa tutti, anche i più bravi. Le classifiche potrebbero stravolgersi. Sul filo del rasoio la possibilità di dormire qualche ora in più ma soprattutto la consapevolezza di decidere la sorte di un collega, l’”eletto”, fidato, stoppista. È sempre, però, la vigilia di ferragosto e la sera tutti sul cassero celebriamo l’ammaina bandiera solenne.
Rivolti verso poppa, con gli ancora seppur tenui raggi di un sole che volge al tramonto,

orgogliosi e fieri di indossare questa divisa, al termine della preghiera del marinaio, cantiamo un toccante inno d’Italia.



I fischi accompagnano la bandiera a segno, e con essa una parte di tutti noi.

Mercoledì 15 Agosto 2007

La prima festa lontano da casa. La prima festa, la più attesa dell’anno, lontano da casa. È ferragosto anche qui, a bordo di nave Vespucci. Per la festività viene celebrata la S. Messa sul cassero. Il cappellano con le sue battute, la sua aria ironica sa coinvolgere tutti, indistintamente dal grado, nelle attività che svolge. Oggi la preghiera dei paracadutisti. Riprese le attività, dalla plancia annunciano la navigazione in acque ristrette. Tutti “drizzano” le orecchie e con uno scatto felino raggiungono gli oblò, i banchi di quarta, i bastingaggi. Siamo nelle isole Eolie. Uno spettacolo fantastico. La vecchia Signora torna nelle acque siciliane. Una bellezza tra le bellezze. Questa terra ricca di tradizioni e di cultura vive all’insegna del mare e in quanto tale non può che regalare a chi la visita la preziosità delle sue isole, i colori del suo cielo al tramonto, la calura propria estiva. Si rimane inebriati dal suo profumo ed estasiati dalla sua bellezza. Lo scenario ideale per trascorrere una festa “di mare”. All’insegna del sano divertimento, oggi si sono svolte le “Vespucciadi”. Le gare vedono affrontarsi due squadre: ufficiali e “aspiranti tali”, e marinai.
Per un intero pomeriggio si annullano i gradi, e tutti insieme, gomito a gomito, “mano a mano”, provati dal notevole sforzo fisico, affrontiamo le gare di tiro alla fune, e saracino. Inizia il conto alla rovescia, ma prima del tocco della campana, i trainer riuniscono le proprie squadre per decidere la tattica vincente da adottare. Si comincia… Capo Martuscelli da una parte, Capo Scollo dall’altra. Una lotta a chi grida di più, all’urlo “migliore”, quello che penetrato nelle orecchie di chi sta tirando la fune riesce ad incitarlo al punto di fargli utilizzare tutte le forze che ha in corpo per vincere. I volti rossi, lo sguardo arrabbiato, le braccia in tensione, le gambe che tremano per lo sforzo e i piedi che scivolano in avanti.  
Sembrano non farcela eppure prima che la parte colorata di fune arrivi alla linea, ci raccogliamo tutti attorno alla squadra per incitarla. “Un colpo insieme…” “giù!”. È proprio vero: l’unione fa la forza. La scena si ripete anche quando è la volta delle donne.


La sfida prettamente femminile è decisa dalla sorte. Il lancio di una moneta assegna il posto alle squadre. A sinistra la squadra di Galati, invece a dritta, sotto la “curva” quella di Calvi. Ancora una volta il tifo ci mette una “mano”, e nonostante l’altra squadra fosse data per vincente, quella di Calvi ha la meglio. Si susseguono numerose sfide fino ad arrivare a quella finale: “pirati” contro ufficiali. Si mettono in campo le migliori squadre, ma questa volta non c’è nulla da fare. Sfruttano bene il tempo e dopo soli due colpi, in pochi secondi, le “scimmiette” si aggiudicano la vittoria.
Come ad uno stadio, al termine di una partita combattuta, si alzano i cori. Le due tifoserie non si risparmiano e al suon di rime e canzoni, ricorrono argomenti comuni come ad esempio il frattazzo.

Sullo sfondo di un bellissimo tramonto, di un “rosso” Stromboli, 


viene poi svolta la gara del saracino. A cavalcioni di una trave di legno, i due sfidanti, armati con cuscini di sabbia, si colpiscono cercando di far perdere l’equilibrio all’avversario.

 


Si aggiudica la gara il collega Zagaria ormai per tutti, come ribattezzato dal nostromo, Zagabria. La splendida giornata, tra gocce di sudore e risa, termina con una prelibata cena in coperta, all’insegna di pane e “cannoli”.   

Giovedì 16 Agosto 2007

È un nuovo giorno a bordo di nave Vespucci. È un buon giorno. Il buongiorno dell’allievo Mercone a tutto l’equipaggio. Un semplice gesto che diffonde il buonumore a bordo, la carica per trascorrere al meglio le giornate. Stiamo attraversando lo stretto. Non avevamo mai avuto la terra così vicina. Uno spettacolo eccezionale. Inizia la lotta per salire a riva, per restare, anche solo per pochi secondi, sulla barra a godere di tanta bellezza. Non c’erano mai stati tanti “volontari”.
Per gli amanti del cielo e delle stelle iniziano oggi, le finali delle osservazioni astronomiche che prevedono dieci “incontri”: due mattinali, quattro serali e altrettante Anti-Meri-Pom. L’entusiasmo è alle stelle, in tutti i sensi, e la voglia di fare bene fa da padrone. Maggiori diventano gli accorgimenti…un unico sestante, si parla solo con il proprio stoppista, la precisione nei calcoli…
Inoltre, continuano gli appuntamenti con la storia, importanti per accrescere le nostre conoscenze non solo in merito alla materia, quanto piuttosto al ruolo svolto dalla Marina Italiana nei diversi teatri di guerra, in particolar modo del Novecento, per poter comparare la forza degli armamenti con quella odierna, ed imparare dagli errori, ma anche prendere esempio dai momenti di gloria. L’argomento della serata è la X Mas, massimo esempio di sacrificio e dedizione alla Patria.
La giornata si conclude all’insegna di un posto di manovra generale alla vela. Una strana sensazione…Sali a riva e quasi per memoria cerchi le griselle…le scorri una dopo l’altra e raggiungi la tua postazione…il mare la sera…il silenzio della sera…la fioca luce della luna…l’immensità del cielo che ci sovrasta con i suoi numerosi “puntini luminosi”. Bordiamo tutte le vele quadre e, al cessa, vengono ripristinati i servizi di guardia.

Venerdì 17 Agosto 2007

 

Ormai il buongiorno di nave Vespucci è consolidato e diventa quasi una tradizione. Al momento mancano circa duecento miglia alla nostra destinazione e la giornata prevista di arrivo rimane sempre la stessa: il 22. La superstizione si risveglia in giornate come questa: il famoso, terribile venerdì 17. La giornata prosegue, tuttavia, nel migliore dei modi, con le varie conferenze e gli improrogabili servizi di guardia. Mina un po’ la tranquillità, la navigazione a vela, che ha richiesto un maggiore sforzo da parte di tutti in modo da consentire il normale svolgimento delle attività, quali ad esempio le gare di osservazioni astronomiche. Tuta da vela e cintura di sicurezza ci hanno accompagnato per tutta la giornata, trascorsa come dei veri e propri marinai tra scotte, drizze, amantigli e paranchi di rollo. Un ulteriore prova della nostra perizia marinaresca è stata messa in mostra nella finale della gara dei nodi svoltasi nel pomeriggio.

Tra i finalisti molti componenti dei corpi tecnici, ma soprattutto molte donne che hanno mantenuto alto, come sempre, il loro onore. Valgono le stesse regole delle qualificazioni, ma questa volta è richiesto un maggiore impegno nello svolgimento della prova perché i nodi sono più articolati, quindi nell’attribuzione del punteggio saranno calcolati difficoltà, qualità e tempo di esecuzione. Il vincitore, per punteggio conseguito, è Augusto De Rosa. Poiché però, il regolamento prevede che il vincitore sia decretato con una differenza di almeno tre punti, essendo presente uno scarto di soli 2 punti con i successivi in graduatoria, si procede allo spareggio. Le donne hanno la possibilità di rifarsi e la palla viene colta al balzo. Viene loro richiesto di effettuare un nodo a piacere, motivandone la scelta. Un nodo che anagrammato regala la vittoria. La gassa d’amante, in qualità di nodo d’arresto. Ancora una volta vincono le donne.  

 

Sabato 18 Agosto 2007

 

Un test di nautica attende nella mattinata i piccoli comandanti di navi e capitanerie di porto. Domande sugli abbordi in mare ed esercizi di cinematica, li mettono di fronte a possibili situazioni in cui potrebbero trovarsi con le proprie navi. Nel pomeriggio è stata organizzata una visita all’agghiaccio, luogo dove risiede il timone governato dalla plancia. Proseguono come ogni giorno numerose conferenze per prepararci al test di fine campagna, sempre più vicino. Il clima è un po’ più disteso e la disposizione uscita al quadro in merito alla formazione delle camerette fa respirare l’aria della seconda classe, fino ad adesso lontana anni luce. Tutti ancora increduli e stupiti iniziano a parlarne e, purtroppo, cominciano a delinearsi i gruppetti con relativi e inevitabili litigi. Alla ROC viene annunciata la mensa generale anticipata e ognuno comincia ad avere dei sospetti…alle 21.15 i sospetti prendono vita…il fischio lungo e…“posto di manovra generale alla vela”…nella “discoteca” di nave Vespucci, resa tale dalle luci delle torce dei capi, si controbracciano punta alla marca tutti i pennoni in modo da sfruttare il più possibile il vento. Il tanto atteso vento che fa gonfiare le immense vele e che ci rende fieri di essere a bordo della nave più bella del mondo a vivere una incredibile ed unica esperienza.

Domenica 19 Agosto 2007

 

È una domenica in navigazione. Ma come cantavano “domenica è sempre domenica” e per coloro che volevano è stata celebrata la S. Messa sul cassero. Tutte le attività procedono regolarmente, ma la particolarità della giornata, per restare in allenamento e fare la differenza tra terra ferma e non, è l’esercitazione “arporex”.


Divisi in due turni in modo da garantire sempre il servizio di guardia e permettere allo stesso tempo a tutti di effettuare la prova, in riga sul cassero, due per volta, abbiamo fatto fuoco. Con le dovute precauzioni,


elmetto e ovatta nelle orecchie, impugniamo la Beretta 92 e sotto gli ordini del direttore di tiro, il STV Franceschino, puntati i bersagli in mare, spariamo.
Alla prova hanno preso parte anche i colleghi dell’esercito, i quali, a differenza nostra che abbiamo avuto modo di testarne le qualità durante il campo al battaglione San Marco, si sono trovati per la prima volta di fronte ad un’arma del genere. In serata un nuovo appuntamento con la storia. I colleghi Celli, Cipollone e Romano ci hanno illustrato le caratteristiche del “Betasom” sotto un immenso cielo stellato. La conferenza termina con i complimenti del comandante della nave, e a seguire si svolge l’ultima giornata delle gare di riconoscimento stellare.

Mercoledì 22 Agosto 2007

Tutti in “bianco”. Alla sveglia tutti in “bianco”. Entriamo nel porto di Kotor. Senza parole. Siamo rimasti così, attoniti, di fronte alla bellezza di questa terra. Immobili ad ammirare il paesaggio del fiordo, apprezzando il silenzio e la calma di una, già di primo mattino, calda giornata estiva. 20 km circa di fiordo, la gente con le braccia alzate in saluto e le campane in festa, accompagnano l’ingresso della nave in porto.


Impressionante la vicinanza alle case, alle costruzioni galleggianti, fari, chiese, che vi si trovano. È idilliaco. La nave scivola sull’acqua piatta del canale accompagnata da una sottile brezza che ci inebria del profumo di questa “nuova” terra. Tutto è raccolto nel cuore della città e contornato da splendide spiagge, mete turistiche importanti. Il posto ha dato senso all’attesa, lo sforzo intenso di questi nove giorni di navigazione è stato ampiamente ripagato. Nel pomeriggio, dopo un prolungato posto di lavaggio, iniziano le visite a bordo: una rappresentanza dell’istituto nautico del luogo.

Giovedì 23 Agosto 2007

Immersi nella natura del fiordo, il risveglio quasi non pesa. È un nuovo giorno qui a Kotor. Sin dalla mattinata sono previste visite a bordo ma a rendere particolare la giornata ci pensano le comandate. Visite al museo navale danno la possibilità ai pochi partecipanti di poter confrontare la nostra con la loro storia, e apprezzarne le varie sfaccettature. I più fortunati, hanno invece preso parte alla gita nel fiordo di Kotor, ammirando più da vicino le bellezze che questa terra offre, respirando a pieni polmoni l’aria pura della natura, concedendosi, in una bella e calda giornata, come quella di oggi, anche un bel bagno. Ci godiamo appieno ogni attimo.

Venerdì 24 Agosto 2007

Oggi è l’ultimo giorno in questo meraviglioso porto, forse il più ricco dal punto di vista delle attività. La visita al museo navale, la visita alla Chiesa all’interno del fiordo, la consegna dei diplomi di lingua italiana, il riconoscimento per chi, nonostante le difficoltà di grammatica, si è avvicinato alla nostra lingua, e con essa, alla preziosa cultura del nostro Paese. Ad unire tutti però, ci pensa sempre un pallone, che non distingue il piede di chi lo colpisce ma segue sempre la direzione impartitagli, regalando emozioni uniche a giocatori e spettatori. L’emblema: le strette di mano. 2-2. Finisce così il tanto atteso incontro di calcetto con la Marina Montenegrina. Tutti vincitori e vinti. “In medio stat virtus.”  

Allievo Ilaria Maria di Somma

 



 

 



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