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Regala una storia d’amore (ma non solo...) per San Valentino

20200201 51Azione, sentimenti, mistero, passione, vela e avventura, ma anche suspense: sono gli ingredienti dei romanzi di Diana Lanciotti, regina incontrastata del "romanticismo d'azione", autrice di libri amati da uomini e donne di ogni età. Storie d'amore perfette da regalare al proprio lui o alla propria lei per San Valentino. In alternativa, un "giallo vegetariano" da brividi o storie di animali tenere e commoventi. Tutti da Paco Editore, la casa editrice che aiuta gli animali in difficoltà.
Amore e mistero, mare e vela, passione e avventura, conditi dalla presenza a volte secondaria a volte centrale di un animale, sono i leitmotiv dei romanzi di Diana Lanciotti, autrice famosa per i suoi libri sugli animali (chi non conosce la quadrilogia di Paco, o il suo commovente "Boris, professione angelo custode", definito "la più toccante testimonianza d'amore per un cane"?)
La Lanciotti però è anche scrittrice di storie appassionanti che hanno per protagonisti esseri umani. Storie coinvolgenti, d'ampio respiro, dove i sentimenti s'intrecciano con l'azione o, addirittura, con la magia.

Black Swan - Cuori nella tempesta narra la storia di Giorga Corsini, un'intrepida velista alle prese con la sfida più dura della propria vita: la salvezza del proprio amore e della propria vita. Un'appassionante storia d'amore e di mare, ambientata nelle località e nei mari più incantevoli della Sardegna, della Corsica e della Costa Azzurra. Un romanzo di ampio respiro, che ci propone una protagonista straordinaria, di grande spessore psicologico. Giorgia è un'eroina dei nostri tempi, una donna coraggiosa, un personaggio forte e affascinante che spicca su tutti gli altri, pure loro mirabilmente tratteggiati, che la circondano.
Black Swan - Cuori nela tempesta è un romanzo d'amore, ma anche d'azione, sostenuto da una tensione drammatica che lascia col fiato sospeso fino alla fine. Emozioni, azione e sentimenti si mescolano in un crescendo sempre più coinvolgente. L'autrice ci offre pagine di mare altamente avvincenti e vere, rivelando la sua profonda conoscenza del mondo della vela e delle regate. Memorabili le figure della piccola Silvia, la cui disabilità (il sordomutismo) è trattata con una delicatezza che tocca il cuore, e del cagnolino Bubu che Diana Lanciotti ha voluto tratteggiare per tributare un ennesimo omaggio al "migliore amico dell'uomo".

White Shark - Il senso del mare è la storia di Patrick Dalton, un timoniere di fama mondiale che incontra il proprio destino in una regata di Coppa America. Un romanzo forte, appassionante e coinvolgente, che affascina i lettori avviluppandoli in un abbraccio di emozioni fortissime. Uno di quei rari libri che si leggono tutto d'un fiato ma che non si vorrebbe finire mai. Ambientato tra il mondo della televisione e delle regate, tra la Nuova Zelanda e le località più belle del nostro Tirreno, White Shark-Il senso del mare è popolato di personaggi memorabili, tracciati con sapiente realismo e profonda precisione psicologica. Tra tante figure umane di forte spessore, spicca quella del gatto Robespierre, un ulteriore omaggio di Diana Lanciotti agli animali che tanta parte occupano nella sua vita e nelle sue opere.

Red Devil - Rotte di collisione è la storia di Andrea e Debra, una delle coppie memorabili della narrativa. Un romanzo di ampio respiro, sostenuto da una trama avvincente e spettacolare, ambientato nelle località più note nel mondo della vela e delle regate di altissimo livello. Una saga moderna, che si dipana senza cedimenti lungo l'arco di vent'anni spostandosi dal Lago di Garda alla Costa Smeralda, a Boston, alla Polinesia, fino a San Diego, in California. Sullo sfondo, il mondo appassionante, duro e impegnativo della Coppa America e delle regate in solitario. Pagine di mare ricche d'azione e colpi di scena si alternano a pagine di sentimenti e approfondimento psicologico, nel quale l'autrice è maestra. I personaggi, sia principali che secondari, sono descritti con una forza straordinaria, risultano vivi e palpitanti, escono dalle pagine o ci portano al loro fianco a condividere le loro vicende. Le ambientazioni sono descritte con la solita straordinaria cura alla quale l'autrice ci ha abituati. L'insolita scelta di un protagonista maschile rivela la sua sorprendente capacità di calarsi nel modo di agire e di pensare dei suoi personaggi. Red Devil, oltre che di una barca, è il nome di un cane che, ancora una volta nei romanzi della Lanciotti, ha un ruolo fondamentale nella storia.

Silver Moon - Lo stregone del mare è un romanzo avvincente, emozionante, che riprende i temi cari all'autrice: amore, mare e animali, stavolta con l'aggiunta di un po' di mistero e un pizzico di magia. A fianco dei protagonosti umani spiccano un cagnolino, un cavallo e un gatto dai poteri"magici", intorno ai quali ruota tutta la vicenda. Con questo suo quarto romanzo, Diana Lanciotti si rivolge ai lettori dei suoi romanzi d'amore e di mare e a tutti gli appassionati delle sue indimenticabili storie di animali.

Per chi invece non ama il genere sentimentale, c'è un altro libro di Diana Lanciotti ugualmente adatto per San Valentino: La vendetta dei broccoli, un "giallo vegetariano" che è diventato un fenomeno editoriale per il contenuto originale e il messaggio che, intrigando, coinvolgendo, sconvolgendo, riesce a trasmettere. Un thriller ad alta tensione, ambientato nel mondo dell'alta gastronomia, all'interno del quale, in modo del tutto inaspettato, si snoda una storia d'amore tanto più toccante se si pensa che a farle da sfondo è la scena di crimini efferati, le cui vittime sono cuochi illustri presi di mira da uno spietato serial killer capace di inaudite crudeltà. Ma l'amore, quando è forte e vero, è capace di volare al di sopra di qualunque orrore e proporsi come strumento di redenzione.

Perfetto come regalo di San Valentino agli amanti degli animali è il recentissimo Cara Diana ti scrivo, in libreria da pochi giorni ma già alla seconda ristampa, una raccolta di oltre vent'anni di lettere attraverso le quali Diana ha creato un dialogo affettuoso, costruttivo e di fiducia con i suoi lettori e sostenitori. Una selezione delle migliaia di lettere delle persone che le scrivono per chiederle consigli sui loro animali, per esprimere i propri sentimenti, per scambiare opinioni, per parlare dei propri fedeli amici con la coda ma anche di sé. Leggendo Cara Diana, ti scrivo scopriremo una persona che ascolta senza giudicare, che osserva le situazioni da diversi punti di vista per poter dare risposte chiare, semplici e di buon senso, spesso non convenzionali. Un'amica, che parla col cuore e quel grande amore che la lega da sempre agli animali, senza dimenticare l'amore e il rispetto per i propri simili. Una lettura istruttiva, ricca di spunti di riflessione, consigli, senso pratico e sentimenti.

Tutti i libri della Lanciotti trattano tematiche importanti e contengono un messaggio che va dritto al cuore del lettore. In Paco il Re della strada (il primo della famosa trilogia), un cult della letteratura "animalista" venduto da più di vent'anni e adottato anche nelle scuole, Diana ha svelato l'atroce realtà del randagismo, favorendo una presa di coscienza delle crudeltà dell'uomo verso gli animali. Anche i romanzi, nei quali esplora per prima il filone del "romanticismo d'azione" mixando abilmente sentimenti e avventura, vanno oltre la pura evasione. Black Swan-Cuori nella tempesta, ad esempio, affronta con una sensibilità che tocca le corde più intime le problematiche di una disabilità come il sordomutismo; White Shark-Il senso del mare racconta la forza dell'amicizia capace di sublimarsi in sacrificio; in Red Devil-Rotte di collisione è sempre l'amicizia che, in connubio con la lealtà in campo sportivo, può portare a scelte che potrebbero sembrare criticabili ma sono semplicemente, anche se dolorosamente e forse eroicamente, umane; in Silver Moon-Lo stregone del mare a prevalere è lo spirito di sacrificio di una madre per la propria figlia.
«Ne La vendetta dei broccoli», spiega Diana, «ho invece puntato il dito sull'atteggiamento prevaricatore e utilitarista dell'uomo nei riguardi degli animali, considerati meno che oggetti, evitando però il solito pistolotto sulla scelta vegetariana, che leggerebbe solo chi è già convinto... Penso che se si vuole fare sensibilizzazione sia inutile continuare a dirsela tra pochi, e sempre gli stessi. Per diffondere un certo tipo di messaggio, non credo nell'efficacia delle prediche, né di numeri e statistiche, né tantomeno dei pugni nello stomaco. Meglio il divertimento.»

E non dimentichiamo tutti gli altri libri (finora 20) di un'autrice eclettica, che da 25 anni affascina i lettori con la sua scrittura e fa anche del bene a tanti animali in difficoltà.
Li trovate nelle librerie (anche online) e su www.amicidipaco.it.

Il ricavato dei libri della Lanciotti (compresi i diritti d'autore) è devoluto al Fondo Amici di Paco, l'associazione che la scrittrice gardesana ha fondato 23 anni fa e alla quale devolve interamente i diritti d'autore per aiutare i cani e i gatti senza famiglia. Un motivo in più per regalarseli e regalarli. Magari proprio per San Valentino.

Diana Lanciotti, pubblicitaria, giornalista e fondatrice del Fondo Amici di Paco, è nota per i suoi libri sugli animali. Per i gattofili: "C'è sempre un gatto - Dodici (g)atti unici con finale a sorpresa" e "La gatta che venne dal bosco". Gli amanti dei cani la conoscono per la quadrilogia di Paco: "Paco, il Re della strada", "Paco. Diario di un cane felice", "In viaggio con Paco" e "Paco, il simpatico ragazzo", bestseller che hanno per protagonista Paco, il trovatello testimonial del Fondo Amici di Paco. Con "I miei musi ispiratori", "Occhi sbarrati" e "Mostri canini" si è fatta apprezzare anche come fotografa. "Mamma storna" è la storia vera di uno storno caduto dal nido. "Boris, professione angelo custode" è stato definito "la più toccante testimonianza d'amore per i cani". Unendo i temi a lei cari, amore, mare, animali, ha scritto i romanzi "Black Swan-Cuori nella tempesta", "White Shark-Il senso del mare", "Red Devil-Rotte di collisione" e "Silver Moon-Lo stregone del mare", nel filone del "romanticismo d'azione". Con il "giallo vegetariano" "La vendetta dei broccoli" ha aperto un importante dibattito sulle scelte alimentari. "L'esperta dei cani", "I cani non hanno colpe" e "Ogni gatto è un'isola" sono dedicati al tema della comprensione dei nostri animali, al quale si dedica dal 2008 sulla rivista Amici di Paco, di cui è direttore responsabile. Titolare dell'agenzia Errico & Lanciotti, che firma gratuitamente la comunicazione del Fondo Amici di Paco, è direttore editoriale di Paco Editore. Vive in Sardegna e sul lago di Garda con il marito, tre gatti e tre cani. Il suo sito è www.dianalanciotti.it.

Il Fondo Amici di Paco, fondato nel 1997 da Diana Lanciotti con il marito Gianni Errico in seguito all'adozione di Paco al canile, ha portato all'attenzione di istituzioni, media e cittadini le problematiche dei cani e dei gatti abbandonati rendendo noto il fenomeno del randagismo, un tempo ignorato.
Grazie a numerose campagne di sensibilizzazione (come quella di Natale: "Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale", o quella estiva: "Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai", o quella di Pasqua "Buona Pasqua anche a loro", tutte realizzate gratuitamente dall'agenzia Errico & Lanciotti), ha saputo aprire la strada a una nuova coscienza nei riguardi degli animali e favorito la nascita di molte altre associazioni impegnate a difenderli. Tanto che occuparsi di animali abbandonati è oggi diventato un impegno diffuso e riconosciuto da tanti.
In nome e nel ricordo di Paco, scomparso nel 2006, il Fondo Amici di Paco prosegue le sue attività sia nella direzione della sensibilizzazione che degli aiuti concreti ai rifugi che accolgono i cani e i gatti abbandonati. Non avendo spese di gestione (di cui si fanno carico i due fondatori), l'associazione può devolvere l'intero ricavato delle somme raccolte grazie alla generosità dei suoi sostenitori che da tutta Italia appoggiano le iniziative a favore degli animali più bisognosi.

Per informazioni, acquisti, contributi o adesioni al Fondo Amici di Paco: tel. 030 9900732, fax 030 5109170, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.amicidipaco.it

Per info, contatti per interviste, richiesta libri o immagini:

Simona Rocchi

Fondo Amici di Paco - Paco Editore: "Cara Diana ti scrivo - Lettere a un'amica degli animali... ma non solo"

20200121 55Cara Diana, ti scrivo. Lettere a un'amica degli animali... ma non solo.
Esce oggi in libreria il ventesimo libro di Diana Lanciotti "Cara Diana ti scrivo - Lettere a un'amica degli animali... ma non solo": vent'anni di lettere (e relative risposte) per parlare di cani, di gatti, ma anche di persone, di sentimenti, di libri... di vita.
Ventitré anni fa Diana Lanciotti fondava il Fondo Amici di Paco e da allora è diventata una delle maggiori figure di riferimento per chi ha a cuore la sorte degli animali. Diana ha deciso di raccogliere in un libro una selezione delle migliaia di lettere (e risposte) pubblicate nella "Posta di Diana" della rivista Amici di Paco e del suo sito, per parlare di cani, di gatti, ma anche di persone. Una lettura istruttiva, ricca di spunti di riflessioni, consigli, senso pratico e sentimenti.
Il ricavato (compresi i diritti d'autore) è devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare gli animali senza famiglia.

"Qualcuno crede (o gli fa comodo credere) che impegnarsi a favore degli animali, o comunque amarli come li amiamo noi, escluda l'aiutare e amare il proprio prossimo. Invece è esattamente il contrario: chi non ama o non fa nulla per creature umili e innocenti ancor meno lo farà per i suoi simili. Una grande soddisfazione per me, in questi anni, è stata allacciare vere e proprie amicizie e creare rapporti di stima e scambio di opinioni, fino a fornire veri e propri sostegni psicologici a persone che mi contattano per i loro animali, e poi finiscono per... coinvolgermi nelle cose della loro vita familiare e personale. Altro che curarsi solo degli animali!"
Così scrive Diana Lanciotti nella prefazione di Cara Diana ti scrivo.
Nel giugno del 1997 Diana, con il marito Gianni, fondava il Fondo Amici di Paco, divenuto in breve tempo una delle associazioni per la tutela degli animali più attive e apprezzate. La sua passione, il suo amore ma anche il suo approccio equilibrato, che si esprime nel motto "persuadere con dolcezza", hanno fatto di Diana una delle più importanti figure di riferimento nel mondo animalista.
Nella rubrica "La posta di Diana", che cura sulla rivista Amici di Paco e sul suo sito www.dianalanciotti.it, Diana ha risposto negli anni ad alcune delle migliaia di lettere delle persone che le scrivono per chiederle consigli sui loro animali, per esprimere i propri sentimenti, per scambiare opinioni, per parlare dei propri fedeli amici con la coda ma anche di sé. Per molti Diana è diventata una guida, un'esperta a cui rivolgersi per trovare soluzioni a problemi di gestione o di salute dei propri amati quattrozampe, per migliorare il rapporto con loro, ma anche un'amica con cui confrontarsi e confidarsi, sapendo sempre di trovare un appoggio e un consiglio. Il libro Cara Diana ti scrivo raccoglie una selezione delle lettere a Diana (con relative risposte), suddivise per argomento: "I nostri migliori amici", "Quattro chiacchiere", "Attualità", "Sentimenti", "Libri" e, in coda, una sezione speciale "Caro Paco ti scrivo" dedicata ad alcune tra le migliaia di lettere (e relative risposte) ricevute da Paco, il testimonial del Fondo Amici di Paco.
Leggendolo, scopriremo in Diana una persona che ascolta senza giudicare, che osserva le situazioni da diversi punti di vista per poter dare risposte chiare, semplici e di buon senso, spesso non convenzionali. Una persona amica, che parla col cuore e quel grande amore che la lega da sempre agli animali, senza però dimenticare l'amore e il rispetto per i propri simili.
Il ricavato (compresi i diritti d'autore) è come sempre devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare gli animali senza famiglia.
È l'occasione giusta per un regalo solidale e conoscere o conoscere meglio una persona che da 23 anni ha dato una svolta al destino di tanti animali e aperto la strada a un vero cambiamento nel rapporto tra gli uomini e il resto del Creato. E un modo per dimostrarle la propria stima e la propria amicizia.

Simona Rocchi

"Anch'io me lo mangio... di baci!": stop al festival della carne di cane di Yulin

20190617 53"ANCH'IO ME LO MANGIO... DI BACI!" Con questo messaggio provocatorio Diana Lanciotti, la fondatrice del Fondo Amici di Paco, associazione nazionale per la tutela degli animali, anche quest'anno ha voluto affrontare l'argomento scottante del Festival della carne di cane che dal 21 al 30 giugno si svolge a Yulin, nel distretto sudorientale di Guangxi Zhuang.
Ogni anno oltre 10.000 cani (ma si parla anche del doppio) vengono ammassati in gabbia per le strade della città cinese, per essere scelti dai "clienti", uccisi con metodi brutali e cucinati. Si tratta spesso di cani rubati alle famiglie o raccolti per strada, mentre una parte è allevata allo scopo. Una vera e propria mattanza che non si può giustificare appellandosi alla tradizione. Un altro dato spaventoso è che almeno 3.000 persone muoiono in seguito al consumo di carne infetta.
Così come da anni si impegna contro la strage pasquale di agnelli e capretti e contro il consumo di carne in genere, Diana Lanciotti dice no al massacro di cani in Cina.
«Che siano diecimila o ventimila non cambia», dichiara la Lanciotti. «Anche un solo cane ucciso per essere mangiato è una crudeltà inaccettabile. Lo sappiamo bene noi che i nostri cani li amiamo e, tutt'al più ... li divoriamo di baci.»
Anziché ricorrere a immagini shock, anche per questa campagna la Lanciotti ha preferito rispettare l'approccio da lei stessa voluto per tutta la comunicazione del Fondo Amici di Paco: "persuadere con dolcezza", attraverso la riflessione e magari il sorriso, e non con i pugni nello stomaco o la violenza.
«Questo festival deve essere soppresso», continua Diana. «Gli stessi Cinesi lo disapprovano in gran maggioranza. La loro coscienza animalista è in forte aumento, soprattutto nei giovani. Da un sondaggio risulta che quasi il 70% dei Cinesi dichiara di non aver mai mangiato carne di cane, il 64% è favorevole alla chiusura del festival di Yulin e il 62% pensa che l'evento danneggi l'immagine della città. Purtroppo, e nessuno ne parla, tanti turisti stranieri vanno a Yulin proprio per sperimentare l'assaggio di carne di cane che nei loro Paesi è giustamente vietato. Dobbiamo fare pressioni per accelerare una soluzione che prima o poi arriverà, ed è già nell'aria.»
Anche grazie a campagne promosse a livello internazionale come quella del Fondo Amici di Paco.
Già nel 2016 Diana Lanciotti si era fatta promotrice di un'iniziativa contro il massacro di Yulin e aveva scritto una lettera all'ambasciatore cinese, esprimendo la riprovazione di migliaia di sostenitori del Fondo Amci di Paco verso una barbarie fuori dal tempo, dalla logica, dalla compassione.
Lo scorso marzo, in occasione della visita in Italia del Presidente cinese, aveva inviato una lettera al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell'Ambiente e degli Esteri per invitarli ad affrontare anche il tema dei diritti degli animali spesso violati in Cina, interpretando "le aspettative di milioni di persone che considerano il rispetto verso ogni essere vivente un valore fondante della società civile".
Sul tema delle scelte alimentari Diana Lanciotti ha scritto La vendetta dei broccoli (www.lavendettadeibroccoli.it), un "giallo vegetariano" ad alta tensione che ha riscosso un successo straordinario, favorendo una riflessione profonda e cambiamenti sorprendenti circa le abitudini alimentari.
«Siamo in un'epoca di grandi mutamenti», conclude Diana, «e in modo sempre più rapido si sta diffondendo una cultura più rispettosa verso il Creato, che parte da una riflessione profonda dei cittadini più che da iniziative a livello istituzionale che, seppur presenti, sono molto più lente.»
Importante figura di riferimento nel mondo dell'associazionismo e del no-profit, oltre che pubblicitaria la Lanciotti è giornalista (direttore editoriale della rivista "Amici di Paco") e scrittrice, con all'attivo venti libri, alcuni dei quali diventati veri e propri cult, come Paco, il Re della strada, Boris, professione angelo custode, Black Swan-Cuori nella tempesta, La gatta che venne dal bosco, I cani non hanno colpe, Ogni gatto è un'isola.
La campagna "Anch'io me lo mangio... di baci!" è ideata dalla stessa Lanciotti e realizzata gratuitamente dalla Errico & Lanciotti, l'agenzia di marketing, comunicazione, editoria di cui Diana è direttore creativo e contitolare, insieme al marito Gianni Errico.
Da 22 anni la Errico & Lanciotti cura gratuitamente tutta la comunicazione del Fondo Amici di Paco e di Paco Editore, la casa editrice nata per sostenere l'associazione no-profit.

Diana Lanciotti in visita al rifugio I Fratelli Minori di Olbia

20190531 52Sabato, in rappresentanza di tutti gli "amici di Paco", io e Benny siamo stati a Olbia per portare gli scatoloni con gli antiparassitari per gli oltre 700 cani e gli oltre 150 gatti ospiti del rifugio I Fratelli Minori.
Gianni, convalescente da una frattura a un piede, è rimasto a casa col resto della tribù. So quanto gli sia dispiaciuto: la visita al Rifugio di Cosetta è una consuetudine che ci ripaga da tanto impegno, il culmine della Campagna antiparassiti che da diciassette anni impegna il Fondo Amici di Paco consentendoci di aiutare i rifugi in tante zone d'Italia ad affrontare la stagione più difficile, prevenendo le infestazioni di pulci e zecche che possono provocare malattie gravissime.
Un'operazione che ogni anno, facendo sforzi "sovrumani", riusciamo a portare a termine, ogni volta pensando di non farcela a soddisfare tante richieste, ma poi trovando le risorse (fisiche ed economiche) per non dover dire no a chi sa di poter contare su di noi.
Ma anche quest'anno ce l'abbiamo fatta, e la visita al rifugio di Cosetta è il premio che ogni anno mi do, è la soddisfazione che voglio togliermi personalmente dopo tutti questi mesi passati a organizzare la Campagna Antiparassiti.
Non posso consegnare personalmente i prodotti a tutti i rifugi che aiutiamo, così ogni anno l'incontro con Cosetta rappresenta simbolicamente l'incontro con tutti i volontari che accudiscono migliaia di cani e di gatti nei rifugi che grazie ai nostri sostenitori riusciamo ad aiutare.
Direi una bugia se dicessi che essere ringraziata per quello che facciamo non mi fa piacere (v. https://www.dianalanciotti.it/2019/05/campagna-antiparassiti-del-fondo-amici-di-paco-i-ringraziamenti-dei-fratelli-minori-di-olbia/). Mi fa un piacere immenso, come mi fa piacere sapere che la generosità di migliaia di sostenitori ci permette di rendere un po' più lieve lo sforzo di Cosetta, dei suoi meravigliosi ragazzi (Antonietta, Federica, Marco e gli altri) e di tutti i volontari degli altri rifugi per dare cure e amore a tante anime dimenticate.
Stavolta la visita ai Fratelli Minori ha un sapore diverso, perché con me c'è Benny, che ho conosciuto proprio qui quasi un anno fa, il 1° giugno, in occasione della consegna degli antiparassitari per la scorsa stagione (v: https://www.dianalanciotti.it/2018/07/vi-presento-benny-benedetto/#comment-1836).
Lui era lì da una settimana, e se fossi arrivata prima, come da programmi, non l'avrei mai incontrato. Ma qualcuno da Lassù ha voluto farci questo grande dono, regalandoci l'amore e la compagnia di un cane bellissimo, non solo e tanto esteticamente, quanto nel cuore.
Appena scendo mi viene incontro Gegé, cane da caccia a cui hanno sparato mandandogli in frantumi metà muso. Ora glielo stanno ricostruendo, intervento dopo intervento. Mi ricorda Bringio, che conobbi qua nel 2014. Anche a lui avevano fatto volare via metà muso con una fucilata.
Stessa esuberanza, stessa gioia di vivere, stessa fiducia e gratitudine per chi, qua, gli ha salvato la vita ridandogli la dignità e l'amore a cui ogni cane ha diritto.
E come quando ho conosciuto Bringio, e ho riso davanti al suo incedere da pagliaccio e alla sua allegria travolgente, penso a tutti gli animi aridi, intrisi di egoismo o malvagità, che dovrebbero venire qui a vedere la gioia e la dolcezza che un cane massacrato, umiliato nel corpo e nella dignità, riesce a provare e trasmettere...
Arriva Cosetta. Il suo abbraccio mi dà la misura della sua forza e del suo coraggio, ma anche di tutta la sofferenza che proprio la sua forza e il suo coraggio le permettono di affrontare.
I brutti pensieri che si stanno formando nella mia mente svaniscono. È una forza, la mia amica Cosetta. "Amica" è una parola che ho sempre usato con parsimonia, ma l'amicizia di Cosetta mi onora e riempie d'orgoglio.
Apro la portiera della macchina, pensando di presentare Gegè a Benny, ma il mio piccolino incomincia a tremare come una foglia. Santo cielo, mi dico, ma cos'ho mai fatto a portarlo qui? Sapevo che qua era stato bene, si era affezionato tanto ad Antonietta. Forse il problema è tutto questo abbaiare?... O pensa che voglia abbandonarlo qua, gettandolo via come una scarpa vecchia?
Ma poi Cosetta si avvicina, bacia Benny sul muso e lui le dà il cinque, con quel suo modo strano di dare la zampa che gli avevo visto fare l'anno scorso, proprio con Cosetta, e mi aveva conquistato.
Ora è tranquillo, così lo faccio scendere e lui, dimostrando di essere un cane sereno e fiducioso, incomincia a fare le feste a tutti. Arriva Antonietta, lui la riconosce e si gode le sue carezze, e poi Marco, che l'aveva accolto quella sera quando l'avevano trovato sul ciglio di una strada, pieno di zecche e forasacchi.
Si lascia accarezzare anche da lui, poi si mette a giocare con i gatti, com'è abituato a fare a casa con Otello, Maggie e Cipì.
I gatti si avvicinano, la coda dritta, sollevata in un'esclamazione di saluto
Sembra strano, eppure succedeva anche con Paco: i gatti non hanno paura di Benny, ma gli si avvicinano curiosi e dopo un secondo hanno già fatto amicizia.
Del resto nessuno sa resistere alla simpatia di Benny. È il cane più solare, allegro, ben disposto con tutto il resto del mondo che io abbia mai conosciuto. È un cagnolino speciale, una formula magica di allegria combinata con la dolcezza. È sveglio, vivace ma senza esagerare, attento a tutto, attaccatissimo a me e a Gianni, senza fare preferenze.
«Non c'è la minima ombra nel suo carattere», dico a Marco. «Ha un carattere meraviglioso.»
La vita dovrebbe essere come Benny: divertente, allegra, spiritosa, piena di sorrisi e amore. Oppure tutti dovrebbero avere un cane come Benny, che sa farti sorridere anche quando nuvole scure si accumulano sopra e nella tua testa.
Mentre lo tengo in braccio, una signora che è venuta a visitare il rifugio e conoscere Cosetta (lei è un mito per chi ama gli animali, e tutti quando arrivano in Sardegna vogliono conoscerla) si avvicina e gli fa un sacco di complimenti.
«L'ho conosciuto qua un anno fa», le dico.
«Ma viene da qui? Dal canile?» mi chiede incredula.
«Certo», rispondo.
Tutti i cani che vediamo al canile possono diventare i cani più belli del mondo. Basta dargli l'amore che meritano e che loro, come ogni cane, ci restituiscono moltiplicato mille volte tanto. Quello che facciamo noi per loro, se lo paragoniamo con quello che loro ci danno, non è mai abbastanza.
Scarichiamo gli scatoloni con gli antiparasitari e io e Cosetta ci facciamo le foto-ricordo.
Stavolta a fare gli onori di casa non arrivano i gatti, ma c'è Salvo, la mascotte del rifugio, che tutti conoscono e amano.
Un'altra storia terribile, che qua ha avuto un epilogo felice grazie all'amore di Cosetta.
Salvo è gravemente disabile e ha bisogno di assistenza continua, ma è l'angelo di Cosetta. Cosetta, che ha un cuore immenso, dove c'è sempre posto per una nuova creatura da amare. E non vorrete mica che lei si scelga un cane facile, senza problemi...?
Cosetta mi accompagna a fare il solito giro per presentarmi i nuovi arrivati e inizia a raccontarmi storie terribili di straordinaria crudeltà. Quante ne ho sentite, da quando ho iniziato a venire qua...
Mentre scatto le foto (è il mio modo per non farmi travolgere: l'obiettivo mi fa da scudo, ma nello stesso tempo mi aiuta a catturare l'anima dei cani e dei gatti attraverso il loro sguardo), mi chiedo come faccia Cosetta ad affrontare tanta sofferenza.
Mi dice di avere una corazza di diamante contro la crudeltà umana. Ci credo, con tutte le cattiverie che ha dovuto affrontare.
Però il suo cuore è ancora tenero e capace di grande commozione. Me ne accorgo ancora una volta quando, portandomi nell'edificio dove ho visto per la prima volta Benny, mi racconta la storia di 3 amici, o fratelli, non si sa.
Due di loro sono in gabbia, in attesa dei controlli sanitari prima di essere dati in adozione (si spera, se lo meritano): sono Uriel e Tomaso, i due angeli bianchi che per giorni hanno protetto Michele, rimasto intrappolato da un laccio per i cinghiali messo da qualche bracconiere. Il cappio gli ha stretto la vita, segandolo letteralmente in due. Vi risparmio i particolari. Terribili, da vergognarsi di essere "umani". Vi dico solo che riuscire a prenderlo è stata un'impresa. Un lavoro di pazienza (e amore) durato giorni.
Cosetta mi mostra il filmato del recupero. Ha le lacrime agli occhi.
Io no. È un filmato come se ne vedono tanti... ma quando alla fine vedo l'esultanza dei soccorritori, che dopo giorni di tentativi sono riusciti a salvare Michele... le immagini mi appaiono sfocate.
Devo ringraziare ancora una volta gli animali se, in un mondo duro e crudele, con le loro storie di amicizia e altruismo ci ricordano di avere delle emozioni e ci aiutano a esprimerle, senza vergognarcene.
Ora Michele è stato operato ed è ricoverato in clinica. La speranza di Cosetta è che possa tornare ad avere una vita normale. La mia speranza è che chi ha messo quel maledetto laccio venga a conoscenza della sua storia e riesca a immaginare almeno un po' la sofferenza che ha provocato. Il lieto fine vorrebbe che questa persona andasse a conoscere Michele e pagasse tutte le cure per lui, e alla fine decidesse di fare volontariato qua, al rifugio, per espiare la sua colpa. Ma temo sia più facile che il Principe Azzurro risvegli la Bella addormentata con un bacio.
Quante condanne per reati contro gli animali ma anche verso gli umani sarebbero più efficaci se venissero commutate in "lavori forzati" in un canile...
Quella di Michele è solo una delle tante straordinarie e terribili storie che Cosetta vive, giorno per giorno.
C'è da crollare, sotto certi colpi.
«Sono loro che mi danno la forza», mi dice.
Me l'ha già detto tante altre volte. E ogni volta lo dice col cuore, e ogni volta mi tocca darle ragione, come quando mi dice che lì al rifugio tutti i brutti pensieri, tipici della specie umana, restano chiusi fuori dal cancello. Qua c'è solo amore, energia che fluisce da tanti cuori innocenti, e c'è armonia, quella che tante volte l'essere umano cerca per una vita e non trova mai.
Basterebbe venire qua, e fare un giro tra i nostri "fratelli minori", per trovarla.

Diana

Campagna Antiparassiti 2019 per aiutare i cani e i gatti senza famiglia

20190516 55Per il diciassettesimo anno il Fondo Amici di Paco, associazione nazionale per la tutela degli animali, è impegnato nella Campagna Antiparassiti, l'iniziativa più importante promossa dall'associazione per aiutare i canili e i gattili a mantenere in salute i loro ospiti e favorirne le adozioni.
L'iniziativa, promossa ogni anno dal Fondo Amici di Paco, prevede la raccolta di fondi da destinare al trattamento antiparassitario dei cani e dei gatti ospitati nei rifugi. Un impegno che pone l'associazione tra le più attive e amate da chi vuole fare qualcosa per migliorare un pezzetto di mondo.
Ideatrice e organizzatrice della Campagna Antiparassiti è Diana Lanciotti, pubblicitaria, giornalista scrittrice e fondatrice del Fondo Amici di Paco, che 22 anni fa col marito Gianni diede vita all'associazione. Fu la prima, in un'epoca in cui il fenomeno del randagismo, seppur diffusissimo, era sconosciuto e nessuno ne parlava, a raccontarne l'atroce realtà, attraverso il primo libro su Paco (Paco, il Re della strada, la storia del trovatello da lei adottato nel 1992 e divenuto il testimonial dell'associazione), riuscendo a sensibilizzare media, istituzioni e cittadini sulle problematiche dei cani e dei gatti abbandonati.
«L'acquisto dei prodotti antiparassitari rappresenta per i rifugi una spesa addirittura superiore a quella per cibo e vaccinazioni», spiega Diana, che proprio oggi ha dato l'annuncio delle prime consegne ai rifugi dei prodotti per la profilassi di decine di migliaia di cani e di gatti. «La profilassi antiparassitaria, necessaria per i cani e i gatti di casa, è ancora più necessaria dove c'è un'alta concentrazione di animali e il rischio di infestazione è maggiore. È perciò fondamentale trattarli con prodotti efficaci, per mantenerli in salute ed evitare la diffusione di malattie anche gravi. La Campagna Antiparassiti diventa uno strumento cruciale per favorire le adozioni in quanto, come non mi stancherò mai di ricordare, un cane e un gatto sani sono più facilmente adottabili. In diciassette anni abbiamo donato prodotti per centinaia di migliaia di euro, grazie alla generosità dei nostri sostenitori. I fondi purtroppo non sono mai sufficienti rispetto alle richieste però, pur seguendo il principio di assicurare ai rifugi che aiutiamo da tempo la copertura antiparassitaria per tutto l'anno, preferendo dare tanto a pochi piuttosto che poco a tanti, ogni anno riusciamo a soddisfare sempre più richieste.»
Un impegno, che dà tante soddisfazioni, come racconta Diana.
«La Campagna Antiparassiti, è un'iniziativa molto impegnativa, sotto il profilo organizzativo ed economico. Parte a inizio primavera, per poter aiutare i rifugi ad affrontare la stagione più difficile prevenendo le infestazioni di pulci e zecche. Innanzitutto è necessario reperire e quantificare i fondi per l'acquisto dei prodotti, poi decidere insieme ai rifugi la tipologia di prodotto più adatta ed efficace: non tutti infatti hanno le stesse problematiche, quindi dobbiamo differenziare i prodotti in base alle specifiche necessità e in più dobbiamo valutare i principi attivi che assicurino la più completa copertura antiparassitaria e siano sicuri per la salute dei cani e dei gatti. Una volta stabilite le quantità è il momento di contattare i fornitori e le aziende per spuntare le condizioni più vantaggiose. I costi sono molto elevati: poiché acquistiamo sempre prodotti di ottima qualità, un trattamento per un singolo cane costa dai 41 ai 71 euro al pubblico, a seconda della tipologia (pipette spot on, collare o pastiglie). Per fortuna le grandi quantità che acquistiamo e l'ottima immagine di cui godiamo presso le aziende ci permettono di spuntare condizioni particolari, ma il conto finale è sempre molto alto. Poi finalmente, una volta ordinati i prodotti, arriva il momento di smistarli tra i vari rifugi. Si tratta di operazioni molto complesse e delicate, finalizzate alla salute degli animali senza però dimenticare una gestione oculata delle risorse: la generosità dei nostri sostenitori va ricambiata usando al meglio gli aiuti che ci inviano. Anche quest'anno, perciò, dopo aver passato più di un mese a studiare e valutare i vari prodotti (tutti di ottima qualità), a raccogliere le richieste dei rifugi, a contattare i fornitori, a cercare di fare miracoli per comprare tanto con poco, a suddividere le quantità tra le diverse strutture cercando di non sbagliare (anche una confezione in più o in meno per un rifugio può fare una grande differenza) siamo arrivati in dirittura d'arrivo e da domani i prodotti verranno inscatolati, smistati e, nel giro di una decina di giorni, consegnati. E ancora una volta, quando gli sforzi di tutti (sostenitori e volontari) si traducono in quegli scatoloni pieni di prodotti costosi ma efficaci, possiamo dire che, tutti insieme, abbiamo fatto tanto!»
«Oggi è una giornata di grande gioia», dichiara Diana osservando la fotografia delle pile di scatoloni pieni di antiparassitari pronti per essere consegnati ai rifugi. «È il risultato di uno sforzo economico e organizzativo che ci impegna ogni anno per mesi. Ora i frutti di tanto sforzo sono in quegli scatoloni, che da domani raggiungeranno le loro destinazioni per poter aiutare tutti i volontari impegnati ad accudire migliaia di cani e di gatti in varie parti d'Italia. Tutti quegli scatoloni valgono decine di migliaia di euro, una cifra impossibile da sostenere da parte dei rifugi, ma che i nostri straordinari sostenitori, gli "amici di Paco", ci permettono di affrontare per dare il nostro aiuto così importante per la salute di tanti animali senza famiglia, per aiutarli a trovare una famiglia. Grazie a tutti gli "amici di Paco" e grazie a tutti i volontari.»
Per diffondere la Campagna Antiparassiti, Diana Lanciotti lancia anche quest'anno la campagna "Sbarriamogli la strada", rivolta a tutti coloro che hanno a cuore la salute degli animali e vogliono favorirne l'adozione. Sfruttando la sua esperienza professionale di pubblicitaria, Diana ha creato un messaggio che focalizza l'attenzione sulla necessità di "sbarrare la strada" ai parassiti, che rappresentano una vera e propria minaccia non solo per gli animali di casa, ma soprattutto per quelli costretti a vivere in cattività.
La Lanciotti, come già ricordato, è anche giornalista (direttore editoriale della rivista "Amici di Paco") e scrittrice, con all'attivo diciannove libri, alcuni dei quali diventati veri e propri cult, come "Paco, il Re della strada", "Boris, professione angelo custode", "La gatta che venne dal bosco", "La vendetta dei broccoli", "I cani non hanno colpe", "Black Swan".
La campagna "SBARRIAMOGLI LA STRADA", è realizzata dalla Errico & Lanciotti, l'agenzia di marketing, comunicazione, editoria di cui Diana Lanciotti è contitolare, insieme al marito Gianni Errico, e direttore creativo. L'agenzia, che lavora per importanti clienti nazionali e internazionali, cura gratuitamente tutta la comunicazione del Fondo Amici di Paco.
Cogliete anche voi l'occasione per fare qualcosa di concreto contro il fenomeno dell'abbandono. Ricordatevi: un cane e un gatto sani sono più facilmente adottabili. Sulla rivista "Amici di Paco" (che se non ricevete già potete richiedere) trovate tutte le modalità per partecipare alla Campagna antiparassiti 2019. Oppure sul sito www.dianalanciotti.it

Due parole sul Fondo Amici di Paco
Il Fondo Amici di Paco, fondato nel 1997 da Diana Lanciotti con il marito Gianni Errico in seguito all'adozione di Paco al canile, è una delle associazioni no-profit più attive a livello nazionale, sia sotto l'aspetto degli aiuti concreti ai rifugi che quello della sensibilizzazione. Sin dalla nascita, ha portato all'attenzione di istituzioni, media e cittadini le problematiche dei cani e dei gatti abbandonati rendendo noto il fenomeno del randagismo, un tempo ignorato.
Grazie a numerose campagne di sensibilizzazione (come quella di Natale: "Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale", o quella estiva: "Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai", o quella di Pasqua "Buona Pasqua anche a loro", tutte realizzate gratuitamente dall'agenzia Errico & Lanciotti), ha saputo aprire la strada a una nuova coscienza nei riguardi degli animali e favorito la nascita di molte altre associazioni impegnate a difenderli, tanto che occuparsi dei diritti e del benessere degli animali è diventato un impegno diffuso e riconosciuto da tanti. In nome e nel ricordo di Paco, scomparso nel 2006, il Fondo Amici di Paco prosegue le sue attività sia nella direzione della sensibilizzazione che degli aiuti concreti ai rifugi che accolgono i cani e i gatti abbandonati. Non avendo spese di gestione (di cui si fanno carico i due fondatori), l'associazione può devolvere l'intero ricavato delle somme raccolte grazie alla generosità dei suoi sostenitori che da tutta Italia appoggiano le iniziative a favore degli animali più bisognosi.

Campagna Antiparassiti del Fondo Amici di Paco

20190531 51Sabato scorso Diana Lanciotti, la fondatrice del Fondo Amici di Paco, ha fatto visita al rifugio I Fratelli Minori di Olbia per la consegna degli antiparassitari donati grazie alla generosità dei sostenitori dell'associazione.
Come sapete, da 17 anni la Campagna Antiparassiti viene promossa dal Fondo Amici di Paco per favorire la profilassi antiparassitaria nei canili e nei gattili, per aiutare migliaia di cani e gatti senza famiglia ad affrontare più serenamente la stagione calda.
Di seguito potete leggere l'emozionante racconto di Diana, pubblicato sul suo sito, dove è possibile scriverle i propri commenti ed esprimerle la solidarietà per questo grande impegno.
Lì troverete anche le foto di alcuni cani e gatti in attesa di adozione. Sullo stesso sito potrete leggere i ringraziamenti dei rifugi che hanno ricevuto in dono i prodotti.
Vi ricordo che la raccolta fondi non è finita, perché ci sono ancora tante richieste da soddisfare e le disponibilità sono esaurite.
Simona Rocchi

Campagne di Pasqua "Lasciamoli vivere" e "Buona Pasqua anche a loro"

20190314 53Anche quest'anno, oltre alla tradizionale campagna "BUONA PASQUA ANCHE A LORO", Diana Lanciotti, giornalista, scrittrice e fondatrice del Fondo Amici di Paco, ha voluto riproporre il manifesto "LASCIAMOLI VIVERE... meglio vivi che nel nostro piatto" da lei stessa ideato dopo un'esperienza vissuta un paio d'anni fa, che ha così descritto: «Sabato mi sono regalata una gita in campagna, immergendomi nell'ambiente rilassante e di una dolcezza struggente dell'Anglona, che in questa stagione è verdissima. C'erano numerose greggi al pascolo e mi sono fermata a osservare i giochi degli agnellini, le corse e i salti. Le pecore adulte, appena mi vedevano avvicinarmi, serravano i ranghi intorno ai piccolini, mentre i cani da pastore accorrevano per capire le mie intenzioni... e farmi capire le loro. Poi, appena capivano che le mie erano assolutamente pacifiche, le pecore si tranquillizzavano e riprendevano a brucare, mentre i cani si rilassavano, pur rimanendo vigili. Ho scattato un po' di foto, cogliendo attimi di infinita tenerezza. Il senso di serenità che ho provato è indescrivibile. Mancavano due settimane a Pasqua... Sono venuta via sapendo che, passando di nuovo di lì tra qualche giorno, non avrei più rivisto quei piccoli. E il senso di serenità si è trasformato in angoscia. A casa ho scaricato le foto e ho rivissuto quei momenti di struggente tenerezza tra mamme e figli... e ho pensato alle mamme umane. Così ho deciso di rivolgermi direttamente a loro, come responsabili degli acquisti e della cucina, per farle riflettere mostrando loro momenti di intimità tra mamma pecora e figlio agnellino, momenti non tanto diversi da quelli che ogni mamma umana vive con i propri bambini. Da tempo sono convinta che se i bambini, e anche le mamme che fanno la spesa e poi cucinano, facessero il collegamento tra gli animali vivi e quel trancio di carne che finisce in pentola forse... forse cambierebbero abitudini alimentari. Sì, perché alla fin fine si tratta di pure e semplici abitudini, unite spesso alla mancanza di approfondimento, di fantasia e di voglia di trovare delle alternative.»

Il manifesto alla vita ideato da Diana Lanciotti mostra immagini tenere di agnellini stretti alle loro mamme e ipotizza un dialogo tra mamme e figli incentrato sul tema della Pasqua, che culmina con una considerazione finale: "Hanno una mamma anche loro... Pensa se a Pasqua ti portassero via i tuoi figli per..."
Senza ricorrere a immagini o linguaggi cruenti, anche questa campagna, come tutte le campagne e i libri di Diana Lanciotti, è destinata a far riflettere senza pugni nello stomaco, secondo la filosofia del Fondo Amici di Paco: "Persuadere con dolcezza".
Sul tema delle scelte alimentari Diana ha scritto il libro La vendetta dei broccoli (Paco Editore – www.lavendettadeibroccoli.it), un "giallo vegetariano" ad alta tensione che ha riscosso un successo straordinario tra vegetariani e non solo e favorito una riflessione profonda e cambiamenti sorprendenti circa le abitudini alimentari.
In un'intervista riportata su Amici di Paco, la rivista da lei fondata ventidue anni fa e di cui è direttore responsabile, Diana Lanciotti esprime la sua idea di una Pasqua rispettosa di tutti gli esseri viventi:

«Ormai nessuno più nega che gli animali provino sentimenti e possano gioire o soffrire. Eppure, sotto Pasqua si arriva a dimenticarsi di questa verità, se non a negarla, in nome di un'usanza di secoli fa, che aveva senso in quanto non esistevano alternative alla carne. Anche se la sensibilità e il rispetto verso gli animali sono in deciso aumento, anche quest'anno a Pasqua si ripeterà la solita strage di agnelli e capretti. Una tradizione atroce, insensata, anacronistica che, nonostante il trascorrere del tempo e l'aumentato grado di acculturazione, molti credono di dover ancora osservare. In realtà nessuno ha mai stabilito che per onorare il Signore si debbano cuocere in forno o rosolare in padella le carni tenere, delicate e INNOCENTI di tanti cuccioli di pecora e di capra. Così come mai nessuno può pensare che sia nostro diritto uccidere animali in genere per cibarcene. Che senso c'è nel far nascere dei poveri animali per sacrificarli all'altare non più della religione, ma della pura e semplice ingordigia, o della pigrizia mentale? Spesso chi scopre che non mangio carne né pesce mi chiede: "Ma allora che cosa mangi? Che cosa si può far da mangiare, senza la carne? Io non ci riuscirei." In realtà alternative ce ne sono, da stancarsi. Basterebbe riflettere e sforzarsi solo un po' per modificare le nostre abitudini alimentari, senza rimetterci in salute ma, anzi, migliorandola. Per non parlare degli aspetti etici, ambientali e sociali sui quali la scelta di non mangiare carne inciderebbe positivamente: maggior rispetto per la vita sotto qualsiasi forma, minori inquinamento e deforestazione causati dagli allevamenti intensivi, maggior disponibilità di cereali per l'alimentazione umana, quindi maggiore possibilità di sfamare le popolazioni più povere, eccetera. Invece sono argomenti che ai politici non interessano, e men che meno al sistema della comunicazione, foraggiato in buona parte proprio dalle industrie della produzione o della trasformazione della carne. Ma se, invece di vedere in tv tante famiglie felici intorno a un tavolo dove troneggia il cadavere di un pollo, i bambini fossero educati a collegare il pezzo di carne che hanno nel piatto con l'animale dal quale proviene, sarebbero in grado di fare delle scelte molto più consapevoli. Invece mai nessuno li spinge a questa riflessione ma, anzi, si perpetua l'ipocrisia alimentata da tante campagne pubblicitarie che vogliono far credere che portare in tavola carne o salumi sia un momento di festa, anziché un atto di violenza, non solo fisica verso gli animali ma anche psicologica verso i consumatori. È l'interruzione drastica del percorso verso il rispetto e la comprensione tra uomini e animali avviato su altri fronti. La negazione di un rapporto che dovrebbe vedere l'uomo responsabile nei confronti delle altre creature.»

Entrambe le campagne "Lasciamoli vivere" e "Buona Pasqua anche a loro", pubblicate sulla rivista "Amici di Paco" e dalle testate che aderiscono all'iniziativa, sono state realizzate gratuitamente dall'agenzia Errico & Lanciotti, che cura gratuitamente tutta la comunicazione del Fondo Amico di Paco, sotto la direzione creativa di Diana Lanciotti.

Il Fondo Amici di Paco, fondato nel 1997 da Diana Lanciotti con il marito Gianni Errico in seguito all'adozione di Paco al canile, è una delle associazioni no-profit più attive a livello nazionale, sia sotto l'aspetto degli aiuti concreti ai rifugi che quello della sensibilizzazione. Sin dalla nascita, ha portato all'attenzione di istituzioni, media e cittadini le problematiche dei cani e dei gatti abbandonati rendendo noto il fenomeno del randagismo, un tempo ignorato. Grazie a numerose campagne di sensibilizzazione (come quella di Natale: "Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale", o quella estiva: "Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai", o quella di Pasqua "Buona Pasqua anche a loro", tutte realizzate gratuitamente dall'agenzia Errico & Lanciotti), ha saputo aprire la strada a una nuova coscienza nei riguardi degli animali e favorito la nascita di molte altre associazioni impegnate a difenderli, tanto che occuparsi dei diritti e del benessere degli animali è diventata un impegno diffuso e riconosciuto da tanti. In nome e nel ricordo di Paco, scomparso nel 2006, il Fondo Amici di Paco prosegue le sue attività sia nella direzione della sensibilizzazione che degli aiuti concreti ai rifugi che accolgono i cani e i gatti abbandonati. Non avendo spese di gestione (di cui si fanno carico i due fondatori), l'associazione può devolvere l'intero ricavato delle somme raccolte grazie alla generosità dei suoi sostenitori che da tutta Italia appoggiano le iniziative a favore degli animali più bisognosi.

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