La Compagnia dell’Asino Verde vi invita alle ultime due repliche dello spettacolo “FRATTURE ESPOSTE” all’interno della rassegna teatrale LUNE DI TEATRO

20160628 13La Compagnia dell’Asino Verde vi invita alle ultime due repliche dello spettacolo “FRATTURE ESPOSTE” all’interno della rassegna teatrale LUNE DI TEATRO

(http://www.viandanze.com/rassegna-2/lune-di-teatro-2016/).

Il primo spettacolo si terrà domenica 3 luglio alle ore 21:00presso il Castello di Soiano,

il secondo sarà invece martedì 5 luglio , sempre alle h 21:00, nella Piazza di Cisano (San felice del Benaco)

Sono entrambi splendidi scenari e rappresentano l’ultima possibilità di vedere questo spettacolo per la prima volta o di rivederlo con i numerosi cambiamenti apportati come sempre “lungo la strada”.

L’ingresso è ad offerta libera e vi attendiamo numerosi.

Dopo LE MANI IN TASCA non sapevamo più dove metterle! Ci si è posto dunque il problema, per non stare con le mani in mano, di quale altra parte del nostro involucro potevamo occuparci; ancorchè è del nostro stare insieme a giocare con il corpo che ne facciamo teatro.

Allora abbiamo provato a toglierle dalle tasche ad usarle per condurci, per abbracciarci come facciamo sempre quando ci incontriamo, per toglierci la polvere di dosso, per accarezzare un sogno; per costruire delle statue. E ci siamo guardati come opere d'arte alternando i ruoli di visitatore e statua. Ci siamo esposti collocando la nostra identità nello spazio prima e in un quadro dopo, incorniciando i nostri corpi e permettendo alle cornici, almeno per una volta, di non stare appese al muro.

Abbiamo letto su bianchi fogli di carta pulita una partitura gioiosa per facce e profili, senza la pretesa di scrivere una sinfonia, anzi, lasciando allo spettatore la possibilità di ricomporre a suo piacere il senso dei nostri quadri.

Ci siamo presi per mano, come dei bambini, per non perderci nel bosco. Abbiamo usato le mani per cambiare chi ci teneva per mano; per prendere una sedia e farne altro; per sederci, per prenderci in giro e per lasciare un’impronta. Infine ci siamo accorti che per usare le mani non potevamo fare a meno dei piedi. E andare nello spazio, errare in nuovi e ignoti sentieri espone a possibili fratture; interne ed esterne. Lo abbiamo fatto, abbiamo percorso, esplorato nuovi sentieri, cercando di superare la paura di far vedere le nostre fratture, la nostra fragile consistenza. Poche parole, qua e là, a suggerire paesaggi e orizzonti.

E SARÒ COSÌ COME TU MI VUOI...

COME STATUA… COME POLENA AL VENTO, FERMA!

IN CONTROLUCE… CONTROVENTO

A ROMPERE IL SILENZIO... DELL'ORIZZONTE

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