Mercantia 2017: un successo magico per un borgo incantevole

20170805 01Certaldo. Grazie alle sue bellezze, alla sua storia ma anche alle splendide iniziative pensate e realizzate dal Comune, Certaldo è una della mete preferite dai turisti che visitano la Toscana tutto l'anno.

Fra le numerose cose da vedere c'è sicuramente un insolito museo dove si possono ammirare chiodi di ogni tipo, epoca, forma, colore e utilità. Il museo del Chiodo -ospitato dall’Amministrazione comunale nei propri locali di Palazzo Giannozzi a Certaldo Alto- è nato grazie a Beppe Chiodo (soprannome dato in paese a Giancarlo Masini), falegname, artista a tuttotondo, artefice e “catalogatore” di tutto questo nel corso di decenni di attività, conosciuto e apprezzato oltre che per la sua bottega artigiana, come cantastorie e disegnatore, sia dai certaldesi, che dagli artisti gravitanti su Mercantia. Il Museo del chiodo, raccoglie anche gli utensili necessari alla lavorazione del legno, insieme  a una serie di disegni relativi ai tanti mestieri in cui i chiodi la fanno da padrone. Nel 1994, alla memoria di Giancarlo Masini, è stato intitolato il premio il Chiodo d’oro, ogni anno assegnato ad un artista simbolo di Mercantia.

Ed è proprio in occasione di Mercantia, il Festival Internazionale di teatro di strada giunto quest'anno alla sua trentesima edizione organizzato dal Comune di Certaldo con la direzione artistica di Alessandro Gigli, che siamo ritornati in questo piacevolissimo e attivissimo borgo. Senza Mercantia -un evento unico, fatto di magia, suoni, colori, profumi, spettacoli, balli, costumi stravaganti, sogni e illusioni, davvero difficile da descrivere in poche parole- il teatro di strada in Italia, oggi, non sarebbe lo stesso.

Per cinque giorni, nella seconda settimana di luglio, oltre 60 compagnie dall'Italia e dall'estero e oltre 400 artisti, si esibiscono nei palcoscenici naturali formati dalle piazze, le corti dei palazzi, i giardini, le torri e i sottosuoli del suggestivo borgo medievale. Insieme ad oltre 40 maestri artigiani – intagliatori, orafi, scalpellini, vetrai e incisori - che dal vivo realizzano i loro manufatti, migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo hanno l'opportunità di ammirare mostre di arte contemporanea, street food, giocolieri, burattini, cantastorie, mangiafuoco, teatranti, spettacoli di clownerie, di mimi e di macchineria scenica (come ad esempio la pirotecnica e “terrificante” parata di strada degli olandesi Close Act, con “Saurus, giant beasts from prehistoric times” con enormi creature preistoriche), e affascinanti intrattenimenti musicali con sonorità classiche nelle quali irrompono musiche inedite e contemporanee.

Molto apprezzate le voci perfettamente in sintonia, la sonorità perfetta del trio vocale italiano de Le Signorine, tre giovani e bravissime ragazze che hanno sicuramente catalizzato il numeroso pubblico con la loro bravura, la simpatia, la presenza scenica, lo stile vintage curato in ogni dettaglio, il fascino retrò, l'abbigliamento anni '50, il trucco, lo stile impeccabile.

(Vedi Voglia di Vela

http://www.vogliadivela.net/index.php?option=com_content&view=article&id=5829:le-signorine-trio-vocale-italiano-davvero-incantevole&catid=16&Itemid=155)

Tra i più ammirati in questa edizione, anche la street band Badabimbumband con il nuovo “Banda Molleggiata” e le bergamasche Cafelulé, compagnia di danza verticale che si è lanciata lungo il filo teso dalla torre della Casa di Boccaccio in volo sulle migliaia di spettatori, la comicità nonsense di Arnaldo Mangini – noto come sosia italiano di Mr Been – che ha presentato il suo nuovo show basato su oggetti fantastici, colorati e rumorosi, con i quali coinvolge gli spettatori.

E nel paese di Boccaccio, non poteva certo mancare il personaggio boccaccesco di “Frate Cipolla” che si aggirava tra la folla impersonificato da un grande attore di teatro e cinema di impostazione “gasmaniana”, Amerigo Fontani. Insomma, memoria e avanguardia, compagnie storiche e ricerca di nuove tendenze, sono i due poli opposti e complementari che caratterizzeranno “La grande festa” dove artisti di strada di ogni genere incantano e attraggono ogni anno, in modo sempre diverso, catapultando gli spettatori in uno spazio senza tempo, lasciando ogni volta la voglia di ritornare all'edizione successiva. “Con “La grande festa” Mercantia celebra se stessa e l'epopea del teatro di strada in Italia – dice il direttore artistico, Alessandro Gigli – quando abbiamo iniziato, 30 anni fa, è stato grazie a Mercantia ed ai suoi strumenti, come il catalogo ufficiale, che il teatro di strada ha conquistato diritto di cittadinanza nelle rassegne teatrali. In queste tre decadi, Mercantia ha prima seguito l'istinto e dato un palco a chi non lo aveva, facendo conoscere al grande pubblico il teatro di strada così come era, nelle forme derivate dalla tradizione dei cantastorie e dei saltimbanchi, con ingresso libero (edizioni 1– 10) e compagnie che recitavano “a cappello”; poi è diventato un palco “ad invito”, con un biglietto, una vetrina selezionata dei migliori gruppi e generi (edizioni 11 – 20); infine (edizioni 21 – 29), abbiamo aperto alla ricerca e alla contaminazione dei generi, a quello che abbiamo chiamato “quarto teatro”, un teatro rivolto non alla gente ma alla singola persona, che non ha velleità di essere rivoluzionario ma sa di essere necessario, per chi lo pratica come per chi lo cerca, un teatro vissuto e condiviso dal pubblico, che, a Mercantia, viene letteralmente “immerso” in una quarta dimensione”.

“La trentesima edizione di Mercantia è arrivata in un momento di particolare attenzione sui Festival da parte di istituzioni e politica – dice il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, che per ANCI Toscana coordinare il tavolo “Sistema degli spettacoli dal vivo” – in questo panorama Mercantia è punto di riferimento a livello nazionale e vuole confermarsi tale: non solo come proposta culturale, ma come riferimento e luogo di confronto per chi organizza questi eventi”.

Se volete vedere qualche immagine di questa edizione vi invitiamo ad andare nella Photo gallery di voglia di vela

(http://www.vogliadivela.net/index.php?option=com_phocagallery&view=category&id=45:mercantia-2017&Itemid=139 )

Ma, come dicevamo, Certaldo il cui nome deriva dal cerro e dove tutto parla di storia, vale la pena di essere visitata tutto l'anno. Di origini etrusche, fu nel medioevo che il paese assunse un'importanza sempre maggiore grazie anche al fatto di sorgere in un punto strategico e in una valle praticamente inespugnabile.

Fra le bellezze da visitare, oltre alle numerose torri e ai resti dell'antico castello Conti Alberto il cui maschio è ora inglobato nel palazzo Pretorio -dove, come nella chiesa sconsacrata dei santi Tommaso e Prospero, si celebrano i matrimoni civili con la meravigliosa possibilità di avere un vero e proprio corteo nunziale in abiti medievali e musiche del tempo- c'è sicuramente la casa del Boccaccio con l'altrettanto famoso giardino (dove i giovani protagonisti del Decameron si riunivano per narrare le proprie storie) e il museo ricco di documenti, testi, e oggetti della vita quotidiana del grande poeta. La ripidezza degli accessi al centro storico non devono scoraggiare: l'incantevole centro storico, infatti, è collegato con la parte moderna del paese da una comodissima funicolare su rotaia che in pochi secondi vi porta all'antico borgo offrendovi una vista spettacolare permette del paese di Boccaccio.

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