Volvo Ocean Race: movimento lento nei Doldrum - Leg 3 e 4

20180110 03Quando la flotta si trova ormai quasi metà strada nella Leg 4 della Volvo Ocean Race, ogni memoria del freddo pungente dell’Oceano meridionale è ormai svanita. I team si trovano infatti nelle calme equatoriali, in un clima caldo e con il vento praticamente assente, e avanzano a fatica.

9 gennaio 2018 - Leg 4, Day 8

La temperatura dell’aria e dell’acqua cresce con ogni miglio verso nord nel Pacifico meridionale. I giorni in cui si indossavano strati su strati di abbigliamento per proteggersi dal freddo intenso sono ormai un lontano ricordo. I team devono infatti combattere contro un caldo che tocca i 40 gradi, mentre si avvicinano all’Equatore, a meno di 3.300 miglia dal traguardo di Hong Kong.

Normalmente il vento leggero è per gli equipaggi un’occasione per riposarsi, ma in questo caso succede tutto il contrario, perché i velisti sono impegnati a lottare metro su metro contro gli avversari, avanzando molto lentamente nella bonaccia dei Doldrum. Una lotta di nervi e di attenzione costante per non far fermare la barca e non perdere contatto con gli avversari.

“Bello, sottocoperta ci sono probabilmente 50 gradi e 47.8 in coperta!” Ha detto con ironia  Phil Harmer da Vestas 11th Hour Racing. “La temperatura dell’acqua è di 32 gradi, molto piacevole. Persino chi è fuori turno non vuole scendere di sotto.”

Da Team Sun Hung Kai/Scallywag Ben Piggott, il velista più giovane di tutta la flotta con soli 21 anni, ha aggiunto: “Meglio stare seduto in coperta e non indossare cinque strati di vestiti ma, al tempo stesso, è così frustrante, non si avanza.”

Le alte velocità dei primi giorni sono passate, ma la competizione è sempre più serrata. Al rilevamento delle 14, la prima piazza era sempre occupata da Turn the Tide on Plastic della skipper Dee Caffari, di cui fa parte anche l’italiana Francesca Clapcich, che è la barca che si trova più a ovest con Vestas, team AkzoNobel, Dongfeng Race Team e MAPFRE sulla stessa linea, separate lateralmente da circa 15 miglia. Le distanze sono così risibili che tutte le barche di testa navigano a vista, dopo 3.000 miglia di regata.

Sebbene Hong Kong sia ancora oltre 3.300 miglia a nord-ovest, l’obiettivo a breve termine di tutti è di portarsi a nord il più velocemente possibile, per entrare nel flusso dell’aliseo. Una volta agganciato il vento più fresco, i team potranno puntare la prua verso sinistra e riprendere velocità.

Ma, dovranno prestare ancora almeno 36 ore di grande pazienza e attenzione.

 

8 gennaio 2018 - Leg 4, Day 7

Aumenta la tensione, i Doldrum sono vicini

La flotta è ormai oltre il waypoint delle Salomone, e si appresta ad affrontare la zona delle calme equatoriali . La settimana si è aperta con una rivoluzione nella classifica provvisoria, con i primi sei racchiusi in meno di 10 miglia, e la tensione aumenta…

L’ultimo rilevamento delle posizioni indica che sono meno di dieci le miglia che separano il primo dal sesto team, e che le barche più a ovest sono più vicine al prossimo waypoint, ma la distanza nord/sud si è anche ridotta, e mancano 500 miglia prima che la flotta possa agganciare il flusso dei alisei di nord-est. Le prossime 48 ore saranno importantissime.

Dopo sei giorni in mare, la competizione è molto serrata fra le prime sei barche in una situazione in cui un piccolo guadagno o perdere qualche centinaio di metri può significare salire o scendere nella graduatoria provvisoria. E’ quello ce è successo oggi, quando i danesi/americani di Vestas 11th Hour Racing hanno preso la testa della Leg 4 mentre Dongfeng Race Team, che aveva occupato la prima piazza per i primi cinque giorni, si è ritrovato al quarto posto. E, nelle ore precedenti, gli spagnoli di MAPFRE avevano al loro volta occupato la leadership, salvo poi cadere in quinto posto mentre Turn the Tide on Plastic è secondo.

In realtà le barche navigano fianco a fianco, e lo scombussolamento è dovuto al posizionamento laterale, Vestas 11th Hour Racing è più vicino al prossimo waypoint che tutti gli altri team, ma resta da vedere se sia questa la carta giusta dal punto di vista tattico. Dongfeng è la barca più a est della flotta, con MAPFRE, Turn the Tide on Plastic e team AkzoNobel all’interno.

Date le attuali previsioni, la flotta dovrà affrontare diverse centinaia di miglia di vento leggero per attraversare le calme equatoriali, tipicamente caratterizzate da nuvole e temporali che possono colpire senza preavviso. La rotta più diretta per Hong Kong dovrebbe vedere la flotta navigare prua verso nord, ma per tutti la chiave del successo sarà scappar via il più velocemente possibile dai Doldrum. Ciò significa andare a nord per agganciare gli alisei di nord-est, ossia un flusso di vento più stabile e intenso.

Le prossime 36/48 ore saranno quindi quelle più importanti per la quarta tappa e potrebbero determinare il nome dei vincitori, anche se mancano oltre 3.000 miglia al traguardo. Di certo una situazione che mette tensione sulle spalle dei velisti.

“La situazione è appena cambiata totalmente.” Ha detto Luke Molloy da bordo di team AkzoNobel. “Vestas, MAPFRE, Dongfeng e Azko sono tutti vicinissimi, e TTOP non è tanto indietro. Sono momenti forti, nelle prossime ore si potrebbe vincere o perdere la tappa.”  Tom Johnson di Vestas 11th Hour Racing ha aggiunto: “Tutti hanno avuto la possibilità di portarsi in testa, in questo gruppetto. Dobbiamo fare la chiamata tattica giusta, prendere la nuvola giusta, prendere il salto giusto, è tutta da giocare.”

E mentre davanti si combatteva per la prima posizione, Team Brunel  a circa 20 miglia a sud dei leader ha avuto altro a cui pensare quando è stato colpito da un temporale particolarmente intenso e da un fulmine. “Il vento è cambiato improvvisamente e ci siamo resi conto di essere fermi.” Ha raccontato lo skipper Bouwe Bekking. “Poi siamo stati colpiti da un fulmine enorme, così vicino che c’erano scintille che volavano dall’albero e dalle sartie. Rome (Kirby) che era la timone si è ritrovato steso in coperta, solo per lo shock enorme e per il suono assordante.” Nessuno è fortunatamente rimasto ferito, e miracolosamente ne è uscito indenne anche il sistema elettronico.

Secondo le ultime proiezioni, la flotta potrebbe giungere a Hong Kong fra meno di dieci giorni.

 
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