Giorgia Speciale, Ugo vitale e Rodolfo Silvestrini brillano fra le "Stelle del vento nelle Marche"

20181208 52Ancona, 2 dicembre 2018. Grandi soddisfazioni, anche quest'anno, per la vela marchigiana, celebrata ieri in occasione di Stelle del Vento nelle Marche. L'evento, organizzato dal Comitato X Zona FIV – Marche e ormai conosciuto come il gala della vela regionale, ha festeggiato il tris di edizioni tornando ieri sera nella sala Terzo Censi del CONI Marche per celebrare atleti, armatori, dirigenti, giudici e operatori della blu economy nel territorio insieme alle autorità che non hanno fatto mancare, ancora una volta, la loro vicinanza al mondo velico territoriale: presenti in sala il presidente CONI Marche, Fabio Luna, il presidente della Conferenza Territoriale FIV, Domenico Guidotti, il capo segreteria del presidente della Regione Marche, Fabio Sturani, il delegato provinciale CONI Marche, Domenico Ubaldi, e l'assessore alla partecipazione democratica del Comune di Ancona, Stefano Foresi.

Oltre 100 i premi assegnati ai migliori velisti del territorio durante la serata che è stata condotta da un binomio d'eccezione: il giornalista sportivo Andrea Carloni e la velista e commentatrice ufficiale dell'America's Cup e della Barcolana, Cristiana Monina. Il format dell'evento si è presentato arricchito da alcune novità, fra cui spicca l'istituzione del "PowerPlast Youth Sailor Award" il premio per celebrare e sostenere i velisti delle Marche fino a 19 anni di età che si sono distinti nella stagione agonistica 2018 a livello nazionale e internazionale, che ha incoronato vincitori la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires, Giorgia Speciale (Windsurf) e Rodolfo Silvestrini (Laser Radial), rispettivamente alfieri della SEF Stamura Ancona e della LNI sezione di Porto S. Giorgio.

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Riva di Traiano, Salta la prova dell'Invernale. Prime anticipazioni della Roma per 2

20181204 56Riva di Traiano, 3 dicembre 2018 - Ad accogliere i regatanti domenica mattina al briefing delle 9:30 c'era un bel sole e una temperatura che niente aveva di "invernale", oltre allo staff del CNRT e al direttore di corsa, Fabio Barrasso, che, con sano pragmatismo, aveva evidenziato le difficoltà oggettive della giornata.
"In queste situazioni dove abbiamo i 3/4 nodi - aveva puntualizzato Barrasso - l'arrivo di un refolino di 6/7 nodi fa scattare la voglia di partire, ma dobbiamo considerare che noi, sulla barca giuria e voi come regatanti, abbiamo solo la percezione di quella zona di poche centinaia di metri in cui ci troviamo. Come Comitato, invece, abbiamo la situazione su tutto il campo di regata, perché i posaboe ci informano della situazione in atto anche lì. Quello che vogliamo fare è una regata e non una parvenza di regata, con una condizione magari accettabile solo alla partenza e tanti buchi di vento nella altre zone".
Ed è andata proprio così: tutti in acqua per aspettare un giro di vento che alla fine si è verificato, con un 320° promettente sulla boa di partenza ma una quasi totale assenza di vento già alla boa di bolina. Quindi tutti a casa... anzi no! Molte barche, infatti, sono restate in acqua ad allenarsi mentre le altre prendevano la via di un affollatissimo "Pasta Party" al Caicco di Riva di Traiano.
Ed è stato quello il momento delle prime domande sulla Roma per 2, che quest'anno avrà una data di partenza particolare.
"Partiremo il 6 aprile - ha spiegato il presidente del CNRT Alessandro Farassino - e quindi di sabato. Questo cambierà abbastanza l'organizzazione della regata, con i corsi della sicurezza che saranno probabilmente anticipati alla domenica precedente. Saranno quindi due week-end, anzi tre con la premiazione, fortemente animati per il porto, magari anche con i corsi del sonno del dottor Claudio Stampi per i solitari e i per due e per tutti coloro che vogliano apprendere la tecnica dei ritmi veglia/sonno. L'anticipo consentirà anche a chi vorrà partecipare alla "piccola" Riva, da Riva di Traiano a Ventotene e ritorno di farsi 220 miglia di grande altura praticamente in un solo week end. Quindi, finito l'invernale, ci sarà solo il tempo per prepararsi alla Roma".

Andrea Fantini conclude al 31° posto tra i Class40 la Route du Rhum-Destination Guadeloupe

Lo skipper italiano Andrea Fantini su Enel Green Power ha tagliato il traguardo della Route du Rhum-Destination Guadeloupe domenica 2 dicembre e ha conquistato il trentunesimo posto nella divisione Class40 che conta 53 barche.
Fantini ha coperto le 3.542 miglia nautiche del percorso da St Malo in 27 giorni, 22 ore e 40 minuti.
Navigatore di grande esperienza, conquistata attraverso un mix di record e regate con Giovanni Soldini su una grande varietà di barche che vanno dai veloci multiscafi e i monoscafi VOR da 70 piedi ai Class40 in coppia, questa per è Fantini la prima grande transatlantica in solitaria.
Arrivando a Pointe-à-Pitre a Guadalupa, il trentacinquenne skipper italiano ha detto:
"È fantastico essere qui. Questa è stata la mia prima Rhum-Destination Guadeloupe. Il mio principale obiettivo era concludere la regata. E non è stato facile, considerando le condizioni meteo dei primi giorni.
"Ho deciso di fermarmi in un porto. Ho molta ammirazione per chi ha continuato perché si sono presi il peggio del meteo. Sono molto contento di essere arrivato al traguardo. E non è facile per un italiano.
"Questa in un certo senso è la fine del mio progetto perché non so cosa succederà ora. È stata una cosa importante mettere in piedi questa sfida e portare con me una società italiana. Ora voglio continuare, idealmente su una barca un po' più potente.
"E il passaggio attorno a Guadalupa alla fine è stato la parte più dura della traversata: non c'era vento e questa mattina ho distrutto il punto di attacco della vela di trinchetta. È volata in aria come una bandiera e poi è finita in acqua e si è incastrata nel timone."

Assegnato a Mario Chiandussi il Premio Gabrio de Szombathely per i migliori Giudici di Regata

20181204 52Trieste, 1 dicembre 2018 - Si è tenuta questa sera (sabato 1 dicembre) allo Yacht club Adriaco di Trieste la cerimonia di consegna del "Premio challenge perpertuo Gabrio de Szombathely" assegnato annualmente ad un Giudice di Regata Internazionale distintosi, nel corso della propria attività, per capacità e qualità in campo nazionale e internazionale; doti tali da aver contribuito in maniera tangibile alla continuità dei valori tecnici ed umani che contraddistinguono lo sport della vela, gli stessi a cui si è sempre ispirato l'operato di Gabrio de Szombathely.

Il premio per l'anno 2018 è stato attribuito a Mario Chiandussi, classe 1929, che vanta nel curriculum della propria lunga carriera oltre 800 eventi di carattere Zonale, Nazionale e Internazionale.
Mario Chiandussi, laureato in Ingegneria Industriale Aeronautica al Politecnico di Torino, è socio del Circolo della Vela Muggia club da cui inizia il proprio percorso come Giudice di Regata per la Federazione Italiana Vela nel 1982. 11 anni più tardi Chiandussi diventa Giudice Internazionale al cui titolo si aggiunge poco dopo quello di Umpire Internazionale. Nei numeri della sua più che trentennale carriera Mario Chiandussi è stato chiamato per 127 volte a far parte di Giurie Internazionali (molto spesso in qualità di Presidente) e ha seguito 62 Campionati Mondiali ed Europei, 75 altri eventi internazionali e 85 competizioni di Match e Team Racing.

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Vela oceanica, Phelipon partirà nel 2019 per la sua lunga rotta

20181129 56Pisa, 27 novembre 2018 – "Vorrei partire in tutta sicurezza per la mia Lunga Rotta sulla scia di Bernard Moitessier: desidero che la mia avventura di navigazione intorno al mondo non sia un azzardo, ma una scelta di navigazione consapevole".
Con queste parole Patrick Phelipon, il più italiano dei navigatori francesi comunica che la sua partenza prevista per autunno 2018 verrà rimandata al prossimo estate-autunno soprattutto per essere certo di prendere il mare con un'imbarcazione che possa essere in grado di percorrere in tutta sicurezza le oltre 37.000 miglia che lo porteranno attraverso mari e oceani a Thaiti.
"Per motivi indipendenti dalla mia volontà purtroppo il cantiere che nei mesi scorsi aveva in carico i lavori di messa in sicurezza della mia barca (sia per quanto riguarda lo scafo che le attrezzature) non è stato messo in condizioni di completare l'incarico e perciò ora Elbereth (Endurance 35 ketch) si trova presso il Cantiere Navale del Serchio a Marina di Pisa dove procedono tali lavori (strutturali e appunto di messa in sicurezza)".
Il varo di Elbereth è previsto per il prossimo mese di gennaio 2019.
"Nel frattempo - ha comunicato PP – nelle prossime settimane in mare in Atlantico dove prenderò parte all'A.R.C. 2018 a bordo dell'Amel 64 Orsa e sarò di ritorno per Natale per sovrintendere al completamento degli ultimi lavori prima del nuovo varo".
Durante la sua Lunga Rotta porterà con sé le insegne del progetto Clean Sea LIFE – progetto ideato da Eleonora De Sabata – che si impegna ad accrescere l'attenzione del pubblico sulla quantità di rifiuti presenti in mare e sulle spiagge, mostrare in che modo ne siamo responsabili e promuovere l'impegno attivo e costante per l'ambiente.
Nella sua avventura Patrick Phelipon è sostenuto dall'Associazione Sailing Oceans (sul sito www.sailingoceans.it si può aderire all'associazione con 100€ che serviranno per finanziare l'impresa), può già contare sul supporto di Adria Sail, Antal, Plastimo. Porto di Pisa, La Hulotte, Navigatlantique, XPO La Rochelle, Varta batterie, VMG-Soromap, Veleria Zaoli Sanremo, Autotrasporti Abdon Pedretti, TOIO, Naturanda, Geodrill srl e porterà con se le insegne della Fondazione Francesca Rava-NPH Italia cui devolverà il 5% delle quote di iscrizione, raccolte dall'Associazione Sailing Oseans, a sostegno del progetto ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Haiti (www.nph-italia.org).

Nella foto Patrick Phelipon all'arrivo di Elbereth al cantiera Navale del Serchio

Ocean Cat, il catamarano del record in viaggio per Dakar

20181204 51Ocean Cat, il catamarano sportivo di 20 piedi (6 metri) con cui i due velisti romani Tullio Picciolini e Giammarco Sardi tenteranno di battere il record di traversata atlantica senza assistenza, è partito ieri dal Porto Turistico di Roma con direzione Dakar da dove partirà la loro sfida per impiegare meno di 11 giorni per navigare le 2551 miglia (4724,45 km) che separano la località del Senegal da Guadeloupe.
Dopo una settimana di smontaggio, l'imbarcazione è stata caricata ieri sul container che la porterà nel porto di Dakar dove è previsto l'arrivo a fine dicembre. Da qui le prime settimane di gennaio 2019, appena le condizioni meteo risulteranno più favorevoli, partirà la sfida per battere il record di traversata atlantica stabilito ad aprile 2017 da Vittorio e Nico Malingri.
Il progetto, sebbene abbia come finalità quella sportiva – battere uno speed record certificato dal World Sailing Speed record Council – si pone come obiettivo anche quello di definire delle procedure di sicurezza che possano rappresentare un valido aiuto e supporto a quanti vanno per mare, con qualsiasi mezzo.
L'esperienza aeronautica di Tullio, abbinata a quanto acquisito nelle migliaia di miglia trascorse in oceano da entrambi protagonisti di questa impresa saranno fondamentali per raggiungere l'obiettivo finale. Una sala operativa che sarà allestita a Roma seguirà, tramite la strumentazione installata a bordo di Ocean Cat, la rotta dei due navigatori. Le informazioni dei GPS Garmin Inreach presenti a bordo e del sistema di tracciabilità SGS Tracking saranno messi a disposizione della Sala operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto che potrà monitorare in tempo reale la posizione dell'imbarcazione e intervenire in caso di difficoltà, secondo le procedure di sicurezza concordate preventivamente con il team Ocean Cat. A bordo del catamarano è inoltre installata una Black Box, la scatola nera fornita dalla Federazione internazionale della Vela per la certificazione del record.

TULLIO PICCIOLINI
Crescito nel quartiere residenziale di Casalpalocco, ha alle spalle oltre 50mila miglia di navigazione, di cui circa 30mila in oceano e per diversi anni ha partecipato all'attività internazionale sulla classe Formula 18. Ha effettuato 6 traversate oceaniche di Atlantico e Pacifico in doppio e in equipaggio. Nel 2011 ha effettuato il tentativo di record di traversata atlantica da Dakar a Guadalupe sul catamarano di 20 piedi non abitabile "Biondina nera" assieme a Matteo Miceli.

GIAMMARCO SARDI
Anche lui romano, vive nel quartiere Appio Latino, ha alle spalle più di 20mila miglia percorse tra Mediterraneo, Atlantico e Pacifico e una decennale esperienza sui multiscafi sportivi in doppio. Dopo il tentativo di record, proseguirà la sua campagna di preparazione alla regata Mini Transat del 2021, una delle più importanti regate oceaniche in solitario su una barca di 6,5 metri di lunghezza.

IL CATAMARANO OCEAN CAT
Il catamarano oceanico di 20 piedi (6 metri), progettato appositamente per il record dallo Studio Balance Arquitectura Naval da Sito Aviles Ramos, è costruito totalmente in carbonio. È una barca molto solida, veloce e resa inaffondabile dai suoi 14 compartimenti stagni che durante la traversata saranno utilizzati anche per lo stivaggio di viveri per 16 giorni e materiale tecnico. Con questa stessa barca Vittorio e Nico Malingri hanno conquistato il record di traversata atlantica nel 2017. È stata controllata e ottimizzata per la nuova impresa, con la collaborazione del progettista e con il supporto del cantiere C-Catamarans. Durante la traversata da Dakar a Guadeloupe, Ocean Cat sarà equipaggiato con due pannelli solari Solbian AllInOne con tecnologia back contact che permette una forte resa delle cellule, superiore al 22%, che migliora di conseguenza la performance del pannello solare, necessaria per mantenere efficienti le strumentazioni di bordo come la bussola, sistemi di rilevamento del vento, della velocità e sistemi di sicurezza.

LA STORIA DEL RECORD
Dakar-Guadeloupe è la rotta omologata dallo Speed Record Council di World Sailing, la federazione internazionale della vela, per il record di traversata atlantica, senza assistenza, di un equipaggio di due persone a bordo di un catamarano sportivo non abitabile di 20 piedi (6 metri). L'attuale record, stabilito dagli italiani Vittorio e Nico Malingri, è di 11 giorni 1 ora 9 minuti e 30 secondi, migliore di 10 ore rispetto al precedente primato dei francesi Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin e dell'equipaggio Miceli-Gancia. Nel 2011 la coppia Miceli-Picciolini tentò di battere il record francese a bordo di "Biondina nera" naufragando per il rovesciamento del catamarano e la rottura dell'albero.

COME SEGUIRE OCEAN CAT
Ocean Cat è dotato di un sistema di localizzazione satellitare SmartTrack che, attraverso il software LiveTrack di SGS Tracking, consentirà di visualizzare sul web in tempo reale la posizione dell'imbarcazione lungo la rotta Dakar Guadeloupe. I dati saranno pubblicati sul sito internet www.oceancat.it, sulle pagine FaceBook e Instagram dedicati al tentativo di record. Periodicamente, sarà possibile ricevere direttamente da bordo filmati e interviste dei due navigatori che verranno pubblicate sulla pagina Youtube.

Nasce l'Archivio YCI Heritage

20181129 55La monumentale collezione di dati di YCI digitalizzata per creare uno dei più forniti archivi digitali della storia della vela. Da oggi, sul sito www.yachtclubitaliano.it, uno spazio digitale permanente per l'accesso a collezioni di materiale digitale che includono, tra l'altro, immagini storiche, classifiche, articoli di giornali, locandine pubblicitarie
Scomodando Lucio Anneo Seneca che, nel suo De Brevitate Vitae indica la classica tripartizione del tempo in futuro, presente e passato - elogiava proprio quest'ultimo, rispetto all'incerto futuro e al fuggevole presente, per la sua immutabilità e, proprio per questo motivo, per l'immunità di cui gode nei confronti dell'azione del fato.
La divulgazione e la condivisione del proprio passato, rientra nella missione dello Yacht Club Italiano e nelle finalità della creazione dell'ARCHIVIO YCI HERITAGE, ovvero la messa online del patrimonio documentale del Club a cura del Centro Studi dello Yacht Club Italiano.

Dopo un monumentale lavoro durato oltre 2 anni in cui è stato riorganizzato l'archivio e la biblioteca dello Yacht Club Italiano, il Centro Studi è riuscito nell'opera di digitalizzare una grande parte degli archivi in suo possesso (non ultimi quelli del compianto Franco Belloni e l'Archivio Leoni) con la messa online, e quindi a disposizione di tutti, di una enorme raccolta di foto e articoli di giornale dalla fine dell'Ottocento a oggi.
Un'opera unica nel suo genere per valorizzare il passato e sottolineare le lunghe radici del Club all'interno del mondo della vela mediterranea e che si appresta a girare, nel 2019, una boa importante e affollata da 140 candeline.
A oggi, quasi 20.000 le immagini e gli articoli di giornale, locandine storiche, classifiche e bandi di regata, passati sotto gli scanner e archiviati in una sezione dedicata del sito www.yci.it all'interno del quale, attraverso un semplice e intuitivo motore di ricerca, è possibile cercare ciò che interessa.
L'utilizzo del portale è aperto a tutti e in un'ottica open content e di continua evoluzione, sarà in costante aggiornamento anche grazie all'aiuto e alla collaborazione con enti, istituti, amici e appassionati che volessero contribuire all'ampliamento di questo data base.

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